Crema - Beretta:« Bonaldi e assessori inadeguati»

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Da quando non è più assessore, Simone Beretta, appare più rilassato. Si presta alle schermaglie dialettiche sorridendo. Giocherella con una penna e ribatte punto su punto alle critiche degli avversari politici. Solo quando si tocca il tema della legittimità delle convenzioni stipulate dalla passata amministrazione, si fa serio. «La convenzione con Briganti del 2011? Che Alloni alzi il telefono e chieda alla struttura. Noi, abbiamo fatto tutto con trasparenza. Sempre» puntualizza l’ex assessore Beretta. Alloni l’ha accusata di fare un’opposizione poco costruttiva. Cosa replica? «La cosa mi lascia tranquillo. Per Alloni è naturalmente insopportabile che esista l’opposizione. Il nodo è che questo signore sembra mancare di fondamentali per saper leggere criticamente, guardando un po’ lontano, le osservazioni che muovo rispetto ai tanti temi troppo pasticciati messi in campo in questi primi mesi dalla giunta di sinistra. O, che mette in campo pure lui come ad esempio la battaglia su una pseudo provincia tra il Cremasco, il Lodigiano e il Trevigliese che non ha le gambe per camminare.

Fantasie che alla fine allontanano il politico e la politica dal sentire comune». Alla fine l’interpellanza su Palabertoni e soprattutto questione Bertolotti, con 40 domande… la farà? «Certo! (sorride ndr) Sono 39 domande e le ho già protocollate con un’interpellanza». E sulla convenzione del 2011 con Briganti? Alloni ha sollevato dubbi in merito… «Io credo che Alloni prenda lucciole per lanterne. E considerato che è consigliere comunale ed è in maggioranza, alzi il telefono e chieda alla struttura se mentre noi eravamo al governo della città abbiamo fatto qualcosa al di fuori delle regole. Come ho già avuto modo di dire a qualcun altro della sua giunta un conto è scegliere l’obiettivo e la priorità da perseguire, altra cosa implementarli. La maggioranza di prima ha la coscienza a posto perché, molto ligia alla legge, ha stabilito barriere insormontabili tra la scelta di indirizzo che spettava al consiglio comunale e alla giunta stessa, per quanto di loro competenza, e la concretizzazione e gestione delle scelte stesse in capo alla totale responsabilità della struttura». E di questa giunta, cosa dice? Anche Alloni ammette che adesso è un po’ inesperta, ma che secondo lui si farà. Cosa ne pensa? «Trovo poco edificante che Alloni confermi la totale inadeguatezza, seppur “momentanea”, di questa giunta. Un sindaco e degli assessori non amministrano una città per imparare a gestirla, ma avrebbero dovuto già essere pronti a mettere in campo un know how consono alla soluzione dei tanti problemi in campo. Una scelta totalmente sbagliata quella della Bonaldi. Bastava poco portando in giunta almeno un paio di assessori esperti di amministrazione, Avrebbero fatto evitare le tante gaffe alle quali sta abituando la città. Se penso che la Bonaldi ha dismesso Corlazzoli nel modo con il quale l’ha fatto e oggi non dismette l’assessore Vailati, notoriamente di Rifondazione Comunista, che non ha votato un atto importante e strategico per la città come quello relativo alla messa a reddito, ma non solo, del Centro di incremento ippico, la dice lunga su cosa in questo momento conta per questa giunta: più apparire che realizzare».

A proposito di Stalloni. Il progetto è molto simile a quello che voleva l’amministrazione Bruttomesso. Parcheggi interrati, uffici per lo Spallanzani, Museo della Carrozza… non le pare? «Penso sostanzialmente bene di questo progetto e anch’io trovo che tra la proposta del primo programma quadro, della nostra giunta, e l’attuale non muti di una virgola la filosofia in campo. Nulla in contrario se al posto di un hotel vi saranno parte degli uffici dell’Asl. I parcheggi sono rimasti, il museo della Carrozza viene collocato dove lo avevamo pensato noi, il Cre viene garantito confermando lo stesso spirito di allora, l’Istituto Spallanzani ottiene quello che aveva chiesto. Mi sembra una proposta accettabile. Per quanto riguarda il collegamento del centro storico con il quartiere di Crema Nuova, il progetto si attiene sostanzialmente alle linee che noi abbiamo tracciato con il nuovo PGT. Non condivido, di questa proposta, la presenza del Sert per ovvie ragioni. Non certo perché viene meno la mia sensibilità rispetto al recupero dei tossicodipendenti; sono però dell’idea che questo non sia il luogo adatto. Concordo infine con la nostra capogruppo Zanibelli: l’obiettivo di fondo è che la struttura definitivamente messa a reddito non generi debiti; una regola per valga per chiunque, associazioni comprese». Si dice che sarà un inverno caldo. Le anime della sinistra che sostengono il sindaco rischiamo lo scontro sui temi etici.

Da un lato i cattolici, dall’altro la sinistra più radicale di Sel e Rifondazione che vuole la realizzazione di alcune promesse: registro delle coppie di fatto, sala del commiato laico, e registro del testamento biologico. Cosa ne pensa il cattolico consigliere Beretta? «Io sono un estremo difensore delle radici giudaico-cristiane e il mio impegno politico nasce e si radica nella dottrina sociale della Chiesa. Faccio fatica a comprendere come questa maggioranza possa sopravvivere a se stessa su temi come il registro delle coppie di fatto, anche omosessuali. Sono proprio curioso in consiglio comunale di comprendere quali altri compromessi potranno essere raggiunti tra i Cappelli e i Lottaroli di Rifondazione comunista di turno piuttosto che tra i due Guerini e Coti Zelati del Sel. Certo è che su questi temi i voti di alcuni consiglieri di minoranza potrebbero fare la differenza, nel bene o nel male. La famiglia è la famiglia, e per me è quella che mette insieme un uomo e una donna. I genitori di un figlio sono madre e padre, non due madri o due padri, e ho accolto con molto favore e grande sollievo il premio nobel sulle staminali che ridà fiato, fondamentale, al ringiovanimento delle cellule senza far uso degli embrioni. La mia posizione è chiara. E’ tra loro, tra Pd, tra i cattolici del Pd, Sel, Rifondazione comunista, liste civiche oratoriali e sagrestane che sono curioso di capire come metteranno in fila le cose».

di Michela Bettinelli Rossi

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