Il web: un ambiente con molte insidie

+ 27
+ 19


Basta un clic»: è la formula più diffusa nelle nuove frontiere del commercio al dettaglio, a testimonianza che acquistare o fare operazioni bancarie online è sempre più facile: con tante le possibilità di risparmio, tanti i benefici, ma anche non poche insidie. L’obiettivo primario dei possibili truffatori è garantirsi in modo illecito l’accesso a quelle operazioni bancarie che sono disponibili via web, spesso sfruttando la buona fede di quegli utenti che sono invece regolarmente accreditati ad usufruirne. Ormai su internet si può comprare di tutto, dalle scarpe agli spazzolini da denti, dai dischi agli indumenti, dai cosmetici alla manodopera (con spesso il vantaggio di poter trovare anche articoli che negli esercizi commerciali non virtuali risulterebbero ormai fuori commercio). Ma tra le categorie di consumo più acquistate non mancano ristorazione, beauty & wellness, viaggi, tecnologia e casalinghi. E, almeno dai dati statistici, la clientela sembrerebbe composta soprattutto da donne, molte di esse laureate, con un’età tra i 25 e 44 anni ed impegnate a tempo pieno, con un reddito medio che si aggira sui 40mila euro l’anno.

«Ma si risparmia davvero acquistando sui questi siti? Sicuramente, va detto che rappresentano un buon escamotage commerciale per accedere a sconti davvero privilegiate (tra il 30 e il 60 % con punte dell’80 %) - spiegano dall’Unione Nazionale Consumatori - ma, d’altra parte, non mancano gli inconvenienti: ogni giorno, ai nostri sportelli giungono le segnalazioni dei consumatori che denunciano difficoltà nell’utilizzare il coupon prima della scadenza, problemi di prenotazione e ritardi nel ricevere la merce acquistata. Ovviamente, non occorre certo abbandonare l’e-commerce, ma semmai seguire alcuni semplici accorgimenti: ad esempio non affidarsi semplicemente al sito del gruppo d’acquisto su cui si sta acquistando, ma contattare la singola struttura cui si fa riferimento (se si tratta ad esempio di un centro benessere, un trattamento estetico o una cena al ristorante); anche una ricerca sui forum che raccolgono le recensioni dei clienti può essere utile ». Assieme all’e-commerce, un’altro settore assai colpito dalle incursioni dei cyber-pirati è l’home banking: il servizio che permette l’accesso ai conti correnti accesi presso le banche operando da postazione remota.

Secondo l’Abi, i clienti principali che usano l’home banking via internet sono i giovani (oltre un terzo ha meno di 35 anni), ma negli ultimi tempi la categoria che ha registrato crescite più rilevanti è stata quella tra i 55 e i 64 anni, tanto che adesso due correntisti online su cinque hanno più di 45 anni (e il 5% ne ha più di 65). In questo settore ultimamente è assai diffusa la tecnica con la quale i pirati informatici creano siti ibridi di istituti di credito più o meno noti, indirizzandovi poi i clienti con mail fasulle. Uno dei casi più eclatanti di quest’anno si è registrato a Milano, scoperto all’inizio dell’estate dalla Questura: le indagini si sono chiuse con l’inserimento nel registro degli indagati di ben 40 persone, responsabili di una mega truffa online nella quale, grazie al phishing, sono riusciti a sottrarre centinaia di migliaia di euro con falsi siti di home banking. A Cremona l’ultimo caso si è avuto all’inizio di settembre, quando un imprenditore si è trovato il conto “alleggerito” di quasi 2mila euro (e stava per essere derubato di altri 1.600). In quest’ultimo caso, la pista conduceva alla criminalità dell’Europa orientale, piuttosto attiva nell’ambito del cyber-crime.

Ma i settori nel mirino del phishing si stanno allargando. Sempre più spesso vengono attaccati anche gli utenti dei portali di servizio della telefonia fissa e mobile. E non è raro neppure imbattersi in false offerte di lavoro, riconoscibili rispetto a quelle “vere” per il fatto di contenere richieste “strane”, come il numero di conto corrente o altri dati personali. Infine, vere e proprie strategie di phishing sono in atto anche attraverso i social network, soprattutto Facebook, con l'intento di carpire all'utente informazioni riservate e credenziali di accesso al servizio. I nuovi messaggi di phishing arrivano via email con l’esca di un improbabile aggiornamento (“Facebook account update”, “New login system” e “Facebook update tool”) e sono identici agli inviti ufficiali. L’Unione Europea si è attivata per elaborare una risposta alla pirateria informatica: il Comitato per le Libertà Civili del Parlamento Europeo ha infatti approvato una proposta legislativa per allargare la definizione di cybercrimini e stabilire pene più severe (punibile anche il possesso di dispositivi destinati all’hacking). E il 2013 vedrà la nascita dell’European Cybercrime Centre (EC3), centro operativo con sede in Olanda, dove si sfrutterà la sede dell’Europol (agenzia anticrimine dell’Ue) dell’Aia. Il centro sarà indirizzato verso la parte operativa della lotta ai pirati virtuali e sarà supervisionato da esperti provenienti dai più svariati ambiti, pronti a mettere la loro esperienza al servizio della giustizia.

di Michele Scolari

Segnala questo articolo su