Regione Lombardia - «Votare il prima possibile»

+ 29
+ 23


Rossoni: «Il 25 ottobre ultima seduta del Consiglio per la modifica della legge elettorale. Poi si va a elezioni» Alloni: «Formigoni dovrebbe essere il primo a fare un passo indietro, non chiederlo agli altri»
Pare davvero vicina al capolinea, in Lombardia, l'era Formigoni, ma non si tratta di un percorso lineare: da un lato, il presidente che chiede ai consiglieri regionali di dimettersi, affermando che quelli del Pdl hanno già consegnato le proprie dimissioni al capogruppo; dall'altro, il Pd - i cui consiglieri hanno dichiarato che rinunceranno al vitalizio previsto per legge - risponde che «il primo a doversi dimettere è lo stesso Formigoni: basterebbe infatti un suo passo indietro per concludere questa legislatura. Invece lui non fa altro che esortare gli altri a dimettersi». Lo dice Agostino Alloni a margine di un Consiglio regionale particolarmente teso, svoltosi all'insegna di striscioni e insulti. «La nostra giornata è iniziata con un’occupazione simbolica degli scranni della presidenza e l’esposizione di uno striscione con la scritta “Tempo scaduto – Formigoni dimettiti”. Dopo essere stati invitati a “sgomberare”, abbiamo esposto altri cartelli durante la seduta» racconta Alloni. «L'atmosfera era molto tesa». Il Pd ribadisce la richiesta di dimissioni di Formigoni. «E' lui a dover fare un passo indietro, e questo ci saremmo aspettati oggi in Consiglio.

Ma così non è stato. Anzi, Formigoni non fa altro che esortare gli altri di assumersi le responsabilità politiche che gli competono, senza assumersele lui per primo». La preoccupazione del consigliere Alloni va oltre: «Il presidente ci esorta a dimetterci, ma se allo stesso tempo non si dimetteranno anche i consiglieri della maggioranza, il risultato sarà che noi verremo semplicemente sostituiti da consiglieri della Lega» sottolinea. «In questo modo, verrebbe meno l'opposizione. Personalmente non sono per niente convinto che i consiglieri del Pdl faranno sul serio un passo indietro». Il momento di verifica sarà il 25 ottobre, quando si svolgerà il Consiglio regionale. «In quell'occasione si dovrà modificare l'attuale legge elettorale, per eliminare il "listino" (ossia l'elenco dei consiglieri scelti dal presidente) e si dovrebbe chiarire la questione delle dimissioni ». Dimissioni che peraltro i consiglieri del Pd hanno da subito dichiarato di essere disponibili a presentare. «La situazione non è più tollerabile» spiega Alloni. «E' ora di staccare la spina a una Giunta ormai troppo compromessa. C’è assolutamente bisogno di un nuovo Governo e di andare a un ricambio della classe dirigente». A stupire un po' tutti è il cambio di rotta improvviso del presidente Formigoni: dal rifiutare le elezioni anticipate al dichiarare che «si può e si deve andare a votare prima di Natale o al massimo a metà gennaio», come ha dichiarato. «L'importante è votare il prima possibile, per liberarci di questo governo regionale » commenta Alloni. «L'ideale sarebbe di andare al voto entro i primi di gennaio ». E Gianni Rossoni, consigliere del Pdl, affronta la situazione con calma. «Abbiamo messo tutto nelle mani del presidente, e le nostre dimissioni sono già firmate» spiega. «In questa settimana si lavorerà per modificare la legge elettorale, e il percorso si concluderà il 25, con l'ultimo consiglio regionale. Dal giorno dopo faremo cadere il Consiglio, perché questa legislatura è ormai finita. Le dimissioni sono un atto politico dovuto, al quale i consiglieri del Pdl si prestano perché è necessario andare alle elezioni anticipate. I cittadini della Lombardia non hanno bisogno di una Regione in crisi».

Rossoni commenta anche i fatti che hanno portato alla fine della giunta Formigoni. «Fatti da cui prendiamo le distanze: si è trattato di una brutta vicenda, ma decisamente estranea agli atti della giunta regionale, che sono sempre stati trasparenti e che nulla hanno a che vedere con la malavita». Tanta è, naturalmente, l'incertezza rispetto al futuro delle Regione e ai papabili candidati per le elezioni. Nel centrosinistra sarebbero già arrivate alcune candidature: quella di Alessandra Kustermann, la fondatrice del Centro di soccorso violenza sessuale, ma anche quella di Bruno Tabacci, che ha dichiarato di essere pronto a mettersi in campo con l’idea di una lista civica lombarda alleata con il Pd. Vengono fatti anche i nomi del consigliere Pd Giuseppe Civati e del segretario regionale Maurizio Martina. Per il Movimento a Cinque Stelle potrebbero profilarsi delle primarie, mentre tra le file della Lega ancora non si fanno nomi. Per quanto riguarda il Pdl, il nome che sembra stia circolando in questi giorni è quello di Gabriele Albertini, l’ex sindaco di Milano, ma anche quelli del vicepresidente della Camera, Maurizio Lupi, e di Mariastella Gelmini, che ha buoni legami all’interno della Lega Nord.

di Laura Bosio

Segnala questo articolo su