“Una vita” nell’arte per Mori e Garuti

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Una vita intera dedicata con uguale passione alla pittura, due sguardi antitetici per scoprirla e riprodurla. Giorgio Mori e Giordano Garuti sono i protagonisti della mostra allestita presso Santa Maria della Pietà organizzata dall’associazione Artisti Cremonesi, di cui lo stesso Mori costituisce l’unico membro fondatore ancora presente e che vede attualmente alla presidenza Laura Carlino. Scene di vita quotidiana, catturate nel corso degli anni, popolano le tele di Giorgio Mori: nei suoi quadri è possibile scorgere la moglie, i figli Andrea, Luca e Laura, perfino qualche nome noto come Roberta Lanfranchi, che per lunghi anni è stata modella del pittore insieme alla sorella Francesca. Di figure e corpi, si parla, più che di volti, perché quest’ultimi sono per lo più assenti, per lasciare spazio alla delicatezza del colore ad olio e della luce che plasma le forme: «Preferisco che ognuno veda, nelle persone da me rappresentate, quelle che desiderano vedere: la moglie, i figli, la donna amata...». Che si tratti di paesaggi ed ambienti esterni, che siano invece scene di vita quotidiana, a determinare forme ed atmosfere è la luce, sempre naturale, per rappresentazioni eseguite rigorosamente dal vero. La realtà viene catturata dal pennello di Mori e reinterpretata tra giochi di specchi e rimandi da un'opera all'altra, tutti da scoprire lungo i corridoi di Santa Maria della Pietà, concessa per l’occasione a titolo gratuito dal Comune, che ha patrocinato la mostra. Le evanescenti figure di Mori si contrappongono alle più oscure e viscerali opere di Giordano Garuti, che sulla tela riporta immagini catturate nei più lontani angoli del mondo: «Viaggio senza macchina fotografica, la mia mente è come una pellicola. Quando torno a casa, le immagini si riversano sulla tela». Dai suoi viaggi, Garuti non ha portato a casa solamente scorci e sensazioni da trasformare in quadri, ma anche una delle più ampie collezioni private di feticci e reliquiari africani, che trova spazio all’interno dello spazio espositivo. Molti sono gli appassionati che già hanno visitato la mostra, accorsi da diverse parti d'Italia per ammirare una vasta collezione di opere dal “Continente nero” e per poter scorrere con lo sguardo i percorsi artistici di due dei pittori più significativi dell'arte cremonese contemporanea, il cui talento è riconosciuto, come spesso capita, forse più al di fuori dei confini locali che in città. Purtroppo dunque non si può che concordare con Garuti quando afferma che «i cremonesi farebbero bene a venire a visitare la mostra, perché un’altra di tale portata, qui, probabilmente non la vedranno più».
La mostra sarà visitabile gratuitamente fino al 28 ottobre, da martedì a domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 19.

di Martina Pugno

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