Cremona - Anche morire è diventato un lusso

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Forte incremento delle cremazioni: la sepoltura “ordinaria” è troppo costosa. «Da due anni il forno lavora a pieno regime»
La situazione di crisi colpisce oggi anche i momenti più dolorosi, quelli dell'estremo saluto a un caro defunto, soprattutto quando questo comporta spese pari a migliaia di euro, tra funerale, feretro, lapide e loculo. E' uno dei motivi che favoriscono la scelta della cremazione, a cui aderiscono sempre più persone, anche a Cremona. «Da due anni il forno crematorio funziona ogni giorno, praticamente senza interruzioni » fa sapere Claudio Demicheli, assessore ai servizi cimiteriali. «Con la crisi le richieste sono sempre più pressanti, tanto che fatichiamo a dare una risposta positiva a tutti. E' uno dei motivi per cui abbiamo deciso di realizzare un nuovo polo crematorio, i cui lavori partiranno con l'anno nuovo, e termineranno verso fine 2013». Si effettua una media di 6-8 cremazioni a settimana, con richieste che arrivano non solo da Cremona ma anche dalle zone vicine. «Il rapporto è di una cremazione ogni tre sepolture » fanno sapere dagli uffici del Camposanto.

«Questo prima non accadeva, ma la crisi ha portato la gente a fare scelte diverse». Del resto, è evidente che il vantaggio economico non sia solo immediato, ma anche a lungo termine. Basti pensare che una cremazione costa 476 euro, e volendo si può scegliere di portarsi a casa le ceneri, senza ulteriori spese. Ma anche deponendole in cimitero, la spesa per uno ossario è molto contenuta (210 euro), mentre per la sepoltura tradizionale, con l'acquisto dello spazio in un campo, o del loculo, si arriva ad alcune migliaia di euro. «Per noi è anche un problema di spazi» sottolinea Demicheli. «Abbiamo già ampliato il cimitero al massimo possibile, acquistando del terreno dalla Col di Lana, e realizzando nuovi grattacieli. Ma con tutto questo avremo un'autonomia ancora di circa 10 anni. Diventa quindi indispensabile puntare sempre più sulla cremazione, che da un lato fa risparmiare soldi ai cittadini e dall'altro fa risparmiare spazio a noi: i luoghi in cui depositare le urne cinerarie, infatti, sono piccoli e occupano pochissimo spazio». Inoltre, la cremazione è opportuna anche dal punto di vista sanitario:

«Dopo un certo numero di anni di sepoltura in un campo le salme vanno riesumate, e non è certo una pratica molto igienica. Senza contare che è sempre più difficile trovare persone che si prestino a questo tipo di lavoro. Sicuramente la cremazione risolve questo tipo di problema». Il costo complessivo del nuovo polo crematorio - che sorgerà nella parte finale del cimitero, in prossimità dei nuovi grattacieli - sarà di un milione esettecentomila euro, per una struttura che effettuerà una cremazione in soli 40 minuti. «L'impianto attuale è funzionante, ma ormai obsoleto e non risponde alle esigenze degli ultimi anni. La struttura nuova avrà ampi spazi di attesa per ospitare i congiunti durante la cremazione, che ora devono invece aspettare all'esterno, spazi di raccoglimento sia per chi è credente che per chi non lo è, e avrà delle tecnologie avanzate per l'abbattimento dei fumi. Si tratterà infatti di un impianto assolutamente non inquinante». L'appalto per la realizzazione del forno è già stato aggiudicato, e ora è in corso la gara per la parte muraria della struttura.

di Laura Bosio

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