Acqua pubblica, oggi pomeriggio "tutti sotto il Comune": «il nostro voto va rispettato!»

+ 23
+ 21


E' atteso per le 18 di oggi pomeriggio il via alla manifestazione organizzata dal Comitato Acqua Pubblica cremonese, impegnato da oltre un anno a segnalare i rischi della parziale o totale privatizzazione del servizio idrico provinciale. Una privatizzazione che rischia di far lievitare le tariffe e per la quale nel piano d'Ambito si parla di remunerazione del capitale al 20% (la remunerazione era stata vietata dal referendum). Mentre all'interno del Palazzo le opposizioni consigliari chiederanno conto a Perri e Bordi del "voltafaccia" a favore della semi privatizzazione del servizio (leggi l'articolo), centinaia di cittadini assiepati tra Cortile Federico II e Piazza del Duomo si raduneranno perché il loro voto venga rispettato, perché la loro volontà non venga "tradita": «perché si scrive acqua ma si legge democrazia».

Lunedì pomeriggio sarà importante essere a Cremona, per un cittadino. Perché dovrà fronteggiare l’emergenza di una decisione squallida e maldestra che se non revocata metterà una pietra tombale su ogni ipotesi di rispetto del voto referendario e sulla possibilità (che invece è a portata di mano) di una soluzione che metta d’accordo la stragrande maggioranza dei sindaci. Sarà importante essere a Cremona anche per un sindaco, perché i sindaci, di destra e sinistra, sono stati i soggetti istituzionali più offesi e traditi dall’imboscata organizzata dal presidente Salini tramite l’Ufficio d’Ambito. 
Non ci terremo dunque per mano solo (e sarebbe già importantissimo) per difendere l’esito di un referendum: saremo lì per dire a chiare lettere che la lotta politica si fa lealmente. Rischiamo di parlare al vento, perché questi anni e mesi di battaglia per difendere l’acqua pubblica hanno dimostrato a tutti che chi vuole privatizzare ha bisogno di ingannare (sia gli avversari che gli alleati) e di nascondere la verità (producendo piani d’ambito non obiettivi) e fugge quando teme di perdere (come fece il sindaco Perri nello scorso dicembre, quando tradì un patto tra galantuomini preso solo tre giorni prima).
A fronte delle grandi dichiarazioni di disponibilità al dialogo dello scorso inverno i mesi successivi sono stati buttati al vento in quanto le proposte avanzate da sindaci e cittadini di esaminare soluzioni diverse dalla privatizzazione sono state bellamente ignorate, nonostante siano stati organizzati incontri pubblici con esperti per presentarle. Ora è chiaro a tutti che si voleva solo attendere il momento giusto per l’imboscata.
In questi giorni le risibili scuse addotte da Perri, Bordi, Denti e Salini sono state smontate una per una. Non esiste infatti alcuna norma europea che preveda l’applicazione di sanzioni allo scoccare del 31 dicembre 2012; e se alcuni comuni della provincia non sono ancora pienamente in regola questo dipende, oltre che dalle scelte delle loro amministrazioni locali e dallo strangolamento finanziario a cui sono sottoposte, prima di tutto dalla incapacità degli amministratori del servizio idrico a gestirlo in modo previdente e saggio. Palesemente falso è che aprire ai privati porti automaticamente risorse entro la fantomatica scadenza del 31 dicembre, perché la procedura di gara prenderebbe vari mesi. Se poi non si sanno trovare le risorse finanziarie per un servizio fondamentale quando tutti gli altri gestori pubblici italiani ci riescono, è giusto abbandonare le poltrone e andare ad imparare dagli altri. A cominciare dai nostri vicini di casa di Lodi; o ad esempio da Imperia, il cui AATO proprio in queste ore ha scelto la soluzione pubblica.
Tutto questo dimostra una semplice e triste verità: quando c'è la volontà e la saggezza politica di fare una scelta, la si fa: quando si vogliono svendere i beni comuni ai privati si inganna e si prova a fuggire col bottino.
Con grande piacere prendiamo atto che in queste ore associazioni, sindacati e partiti politici stanno rispondendo positivamente al nostro invito. La loro mobilitazione si aggiungerà così a quella, sempre serena e compatta, dei cittadini autoorganizzati: è la dimostrazione che una intera società non intende dimenticare il voto referendario, che è disposta a difenderlo senza se e senza ma ed a mettersi in gioco in prima persona.
Forti dell’esperienza di questi anni di lavoro sul tema, invitiamo però tutti a considerare l’appuntamento di lunedì come l'occasione giusta per l'inizio di un nuovo percorso basato sulla massima chiarezza: ci aspettiamo da tutte le forze che saranno presenti lunedì attorno al Comune di Cremona (pur senza bandiere e vessilli “di parte”) che si considerino impegnate ad innescare davvero e finalmente un percorso condiviso e aperto che abbia come obiettivo finale l'applicazione dell'esito referendario, ovvero una gestione totalmente pubblica e partecipata del sistema idrico integrato. E partecipata dovrà essere davvero: non solo prendendo finalmente in considerazione le proposte fatte dai cittadini e discutendole insieme a loro, ma riportando nei consigli comunali e nelle comunità la discussione e la riflessione su questi temi.

Perchè si scrive acqua, ma si legge democrazia.

Comitato Acqua Pubblica del Territorio Cremonese

Cremona, 21 ottobre 2012


 

Segnala questo articolo su