Cremona - Qualcuno in città sparge veleno contro i piccioni

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A Venezia sono dei veri e propri simboli, in grado di attirare turisti quasi al pari delle bellezze architettoniche e delle tradizioni artistiche della città: eppure, la convivenza con i piccioni in area urbana non è priva di problemi e difficoltà, né alla Serenissima e nemmeno a Cremona, come denuncia Luca Curatti, presidente dell'Unione piccoli proprietari immobiliari: «L'eccessiva presenza di piccioni in centro storico è un problema serio, che interessa palazzi storici ed edifici privati. I volatili si stanziano all'interno delle soffitte aperte e incustodite, nei sottotetti, nei palazzi dismessi. Non si tratta solamente di un problema di sporcizia: gli escrementi sulle auto sono corrosivi e, se non tempestivamente rimossi, in un giorno o due causano danni permanenti. Non dimentichiamo poi che i piccioni sono portatori di zecche, che a loro volta possono diffondere malattie». Le preoccupazioni degli abitanti e dei proprietari del centro, dove il fenomeno è maggiormente diffuso, non riguardano solamente il decoro pubblico, ma anche lo stato di conservazione degli immobili stessi, che in seguito ai danni provocati possono subire svalutazioni, oltre che comportare una difficile convivenza con le colonie di volatili presenti: «Lo sporco provocato dai piccioni intasa le grondaie, ostruisce gli scoli e danneggia i tetti in modo preoccupante.

Nei luoghi in cui i volatili si radicano, lo sporco si accumula dando vita a condizioni di scarsa igiene anche nei giardini e nelle aree pubbliche, frequentate dai bambini». L'associazione, a seguito delle numerose segnalazioni effettuate dai cittadini, ha redatto per la seconda volta una richiesta ufficiale al Comune affinché intervenga: «Abbiamo già segnalato il problema anni fa, senza ottenere riscontri. Speriamo questa volta di venire ascoltati. I cittadini sono esasperati e alcuni stanno correndo ai ripari in modo spontaneo, in molti casi peggiorando la situazione: in piazza Sant'Agostino ho visto che qualcuno ha iniziato a spargere del veleno. Non è certo un rimedio valido: i piccioni lo mangiano ma vanno altrove a morire e imputridire, attirando mosche e altri insetti che accrescono il rischio di diffusine di malattie, oppure ostruendo canali di scolo e grondaie». L'appello dell'associazione si rivolge alle autorità locali affinché il problema venga risolto nel rispetto delle esigenze ambientali, come sottolinea Curatti: «Capisco le obiezioni degli ambientalisti, ma invito chiunque non consideri la presenza dei piccioni un problema serio ad avere a che fare con colonie nei tetti o nelle soffitte. Non chiediamo a nessuno di imbracciare le carabine, ma occorre trovare una soluzione. Il Comune dovrebbe approfittare dei risultati conseguiti in altre città, come Milano, e trarne esempio, per adattarli anche alla realtà locale».

di Martina Pugno

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