Casalmaggiore - Cimitero saccheggiato

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A Casalmaggiore divelti e rubati i canali in rame nella notte tra lunedì e ieri
Il rame fa gola, il mercato (illegale) impera e anche i luoghi sacri non sono più al sicuro. E’ di ieri una notizia curiosa e abbastanza inquietante: qualcuno, di notte, ha scavalcato il cancello del cimitero di Casalmaggiore per rubare una decina di tubi di scolo, detti pluviali, posti perpendicolarmente rispetto alla grondaia nella zona più antica. Ad accorgersi che qualcosa non andava, ieri mattina alle 8, un muratore che in questi giorni sta lavorando alla ristrutturazione di una lapide vicino alla cappelletta del cimitero e alla tomba di monsignor Temistocle Marini, abate di Casalmaggiore, verso il parco Bodana Bastoni e la fabbrica Marcegaglia. Ha infatti notato, vicino ad un tombino, un gomito del tubo pluviale (ovvero la parte ricurva) e soprattutto un’ochetta, ossia l’anello che fissa il tubo al muro, strappata via. Da lì è bastato alzare la testa e muovere qualche passo con lo sguardo all’insù, per realizzare l’accaduto. Una decina di tubi pluviali erano spariti, lasciando le strutture di scolo prive della parte centrale e inferiore. Uno dei tubi è rimasto appeso, perché i ladri non sono riusciti a strapparlo via: ci hanno rinunciato, presi dalla fretta. Le foto testimoniano meglio di qualsiasi parola. Non è la prima volta che i ladri di rame fanno visita al cimitero di Casalmaggiore: c’è chi ricorda un “intervento” del genere, ma nella parte iniziale del cimitero, ossia subito dopo l’ingresso principale, nella scorsa primavera. 


Il furto è avvenuto o di sera o di notte, anche perché lo stesso muratore che si è accorto del misfatto ha detto di essere rimasto a lavorare, il giorno prima, fino alle 17.30, orario di chiusura della struttura. Logico che i malintenzionati abbiano agito quando nessuno poteva vederli o intercettarli. Nessuno, anche perché manca tuttora presso il cimitero di Casalmaggiore un sistema di sicurezza (telecamere e similari) da lungo tempo richiesto dalla cittadinanza. A proposito di luoghi sacri, ma non più di furti di rame, nelle scorse settimane si sono registrate “visite” anche a San Leonardo. Nemmeno questa è una novità purtroppo. Ma il caso, per così dire, potrebbe essere a una svolta: durante uno degli ultimi furti in sagrestia, un’orma nella polvere che ricopre il vecchio confessionale della chiesa era ben visibile, dietro al tendone rosso di copertura. Con ogni probabilità chi ha poi ripulito le cassette delle offerte si è seduto nel confessionale, coperto dalla tenda, ha aspettato che il prete uscisse dopo la funzione religiosa e chiudesse la chiesa, ha fatto il suo “dovere” poi è uscito. Tanto è vero che l’ingresso della chiesa è stato trovato con il catenaccio aperto. La porta della sagrestia inoltre comunica con la casa parrocchiale: un dettaglio che potrebbe spiegare anche molti dei furti di cui è stato vittima durante la sua permanenza a Casalmaggiore don Mario Martinengo.

di Giovanni Gardani

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