Carmine Scotti candidato sindaco

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Politica intesa come cittadinanza, partecipazione, volontà popolare. E' emerso in molti interventi degli ultimi tempi sulle pagine del "Piccolo": nascono movimenti, laboratori di idee, associazioni culturali, pronte ad agire concretamente. In questo modo è nata anche l’associazione "Movimento per Cremona", che alle prossime elezioni amministrative si presenterà con una propria lista civica indipendente che avrà come candidato sindaco Carmine Scotti, commissario della Questura di Cremona. Ne abbiamo parlato con Fulvio Rozzi e con lo stesso Carmine Scotti, rispettivamente presidente e vice presidente dell’associazione, che «è nata dall’idea di creare un movimento che abbia veramente a cuore la città di Cremona. Una città che oggi è in crisi, come del resto tutto il Paese: la disoccupazione è dilagante, molte aziende sono in crisi, le cose non funzionano, e le istituzioni locali non sono in grado di rispondere. I partiti oggi hanno un vincolo che li lega a una logica di appartenenza, e non riescono più a comprendere le esigenze della gente. Viviamo così in una situazione di apatia generale in cui la politica è vergognosamente assente».

Qual è lo scopo della vostra associazione?

«Siamo un gruppo di semplici cittadini, provenienti dai più diversi ceti sociali: dall'imprenditore alla casalinga, dal medico al commerciante, e via di seguito. Vogliamo proporci alle prossime amministrative con una nostra lista civica, che sarà scollegata da qualsiasi gruppo politico. Una lista vera e indipendente che porti avanti persone nuove. I nostri candidati dovranno essere incensurati, moralmente ineccepibili e non avere incarichi politico-istituzionali. Vogliamo però sottolineare che non rappresentiamo l'antipolitica, posizione da cui ci teniamo ben distanti e che non condividiamo».

Su cosa si basa il vostro programma?

«Attualmente è in fase di costruzione. Sicuramente affronta i grandi temi della città, dalla viabilità al problema dei pendolari, dal commercio alla sicurezza.

Una grande attenzione andrà alle persone anziane e alla disabilità, perché oggi non esistono degli spazi per i disabili, a parte quelli creati dal volontariato. Grande spazio vogliamo dare anche alla cultura: vogliamo una realtà comunale ove essa venga valorizzata con sinergie tra pubblico e privato, e che permetta di rilanciare il sistema museale con mostre d'arte di pregio, che oggi in città sono scomparse.

Per quanto riguarda la viabilità, puntiamo sulla pedonalizzazione del centro storico, sull'utilizzo dei mezzi pubblici e su una circolazione ciclabile sicura».

Parliamo dei grandi temi, come Terzo Ponte, Strada Sud, acqua privata e navigazione del Po: cosa ne pensate?

Abbiamo letto quanto affermato da Torchio sul tema della navigazione, e ritengo assurdo che le istituzioni locali abbiano rifiutato l'offerta del colosso tedesco dell'idroelettrica buttando via la possibilità di avere la bacinizzazione del fiume praticamente gratis.

Per quanto riguarda il Terzo Ponte riteniamo sia un'opera utile, perché le infrastrutture sono necessarie per creare lavoro. Invece la Strada Sud non ci convince: bisognerebbe almeno valutare quale potrebbe essere l'impatto ambientale e quanti terreni verrebbero sottratti all'agricoltura.

Infine siamo decisamente contrari alla privatizzazione del sistema idrico integrato».

Quali sono i principali problemi della nostra città?

«Vogliamo parlare dell'edilizia e dell'occupazione dello spazio urbano? Si costruiscono case che rimangono vuote, ma nessuno pensa di rimettere mano al centro storico e recuperare i vecchi edifici.

Siamo favorevoli alla realizzazione del Polo Tencara, ma le istituzioni devono rendersi conto che per lanciarlo devono creare le condizioni ottimali affinché ciò avvenga, come il raddoppio ferroviario di Cavatigozzi e il raddoppio della Paullese. Un altro problema sono i costi della macchina pubblica: la grave crisi economica, che impone a famiglie e cittadini pesanti sacrifici, richiederebbe ai politici più rigore e sobrietà nell’amministrazione della “cosa pubblica”. Non si possono spendere soldi pubblici per cose inutili. Allo stesso tempo è fondamentale garantire la sicurezza, ma non si può pensare di dare un budget da raggiungere con le multe, perché non si fa cassa sulla sicurezza.

Il problema è che manca una proiezione della città nel futuro, di qui a 50 anni. Bisogna tener presente che vedremo sempre più frequente un fenomeno di avvicinamento alla città da parte di chi abita nelle zone rurali, e bisogna creare le basi per un'urbanizzazione mirata in ottica futuristica.  Cremona non può restare così com'è, indifferente allo scorrere del tempo. Non ci sono più prospettive, e se le cose non cambiano vedremo la città svuotarsi gradualmente, e non crescere».

di Laura Bosio

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