Cremona - Il teatro Filo resiste gloriosamente

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Nonostante il ritardo nell’affittare gli spazi, il Comune ha garantito il proprio impegno
Tutti i cinema storici di Cremona hanno ormai chiuso i battenti: il Tognazzi, l’Italia, il Padus e il Politeama non animano più da tempo le serate dei cremonesi, in centro città. Solo uno resiste, da anni alla crisi, restando un punto di riferimento: è il cinema-teatro Filodrammatici, conosciuto da tutti come il Filo, che anche quest’anno si prepara a una ricca programmazione invernale. Da un lato ci saranno le tradizionali proiezioni cinematografiche, dall’altro gli spettacoli di teatro, musica e altro. Unico problema è la tempistica: «Siamo in ritardo perché il Comune è in ritardo nell’affittare le sale del teatro per i consueti 100 giorni, come fa ogni anno» spiega Giorgio Mantovani, presidente del Circolo Filodrammatici. «Tuttavia ci hanno assicurato il loro impegno anche per quest’anno; anche perché il Filo è uno spazio fondamentale per la città, in quanto permette alle piccole compagnie teatrali e alle associazioni locali – che non possono certo permettersi di accedere al Ponchielli - di organizzare le proprie programmazioni e iniziative. Del resto con i problemi economici che oggi hanno le amministrazioni locali, il ritardo è comprensibile».

La programmazione cinematografica, gestita da Carlo Nolli, partirà indipendentemente dal Comune, anche se in ritardo, per la necessità di coordinare le proprie date con quelle assegnate al Comune stesso. E partirebbe anche se il Comune decidesse di non affittare le sale. «Il Filo fu il primo teatro della città, e anche il primo cinema, con le prime proiezioni cinematografiche risalenti all’epoca dei fratelli Lumiere. Fa parte della storia di Cremona da 212 anni e non può essere dimenticato». Intanto, in segno di protesta per le numerose chiusure delle sale cinematografiche cittadine, cittadini e appassionati di cinema hanno dato il via giorni fa ad una raccolta di firme per sostenere il cine Chaplin, ultima sala rimasta oltre al Filo. L’iniziativa, partita su Facebook, si chiama “Apriti Cinema», mira a sostenere il cinema d'essai, e ha già raccolto più di mille e cinquecento adesioni.

di Laura Bosio

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