Imu, si avvicina la scadenza del saldo

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Si avvicina la scadenza per il pagamento della terza rata Imu, e, nonostante che i Caf avessero espresso serie preoccupazioni sulla possibilità di rispettare i tempi, visto che diversi Comuni ancora non hanno deliberato in merito alle aliquote, chiedendo quindi un rinvio, il ministro dell'Economia, Vittorio Grilli, ha respinto al mittente la proposta: «Le scadenze sono quelle previste e restano quelle, o rischiamo di non raggiungere gli obiettivi di bilancio». Pare che a Cremona la situazione sia gestibile: le aliquote sono già state deliberate da tempo, e tutto è pronto per gestire il pagamento del saldo, che scade il 17 dicembre. «Dal 5 novembre l’Ufficio servizi ai contribuenti del Comune di Cremona (via Felice Geromini 7- primo piano) sarà a disposizione per informazioni, per il calcolo gratuito dell’Imu (dovuto per gli immobili posseduti a Cremona) e per la compilazione e stampa del modello F24 da utilizzare per il pagamento, in considerazione che le aliquote per il calcolo del saldo Imu sono cambiate rispetto alle aliquote che erano state utilizzate per il pagamento dell’acconto (giugno 2012)» fanno sapere dagli uffici del Comune. «Per questo motivo, tutti i contribuenti devono ricalcolare l’Imu dovuta per il 2012 e verificare l’importo del saldo da versare entro il 17 dicembre. Dall'importo calcolato con le nuove aliquote sulla base imponibile, va detratto, per ogni codice di versamento, quanto già versato in acconto». Per prenotare l’appuntamento è attivo il numero telefonico 0372 407310 (lunedì, martedì, giovedì, venerdì dalle ore 8.30 alle ore 13.30 e dalle ore 14.30 alle ore 16.30, il mercoledì dalle ore 8.30 alle ore 16.30). L’appuntamento può essere prenotato anche chiamando Spazio Comune al numero 0372 407291 dalle 8.30 alle 13.30, il mercoledì dalle 8.30 alle 18.30, il sabato dalle 8.30 alle 12.30. Il servizio di consulenza per il calcolo è svolto anche senza appuntamento se il contribuente possiede un massimo di 6 immobili. «Gli importi devono sempre essere indicati con le prime due cifre decimali anche nel caso che tali cifre siano pari a zero» spiegano ancora dal Comune. «In presenza di più cifre decimali occorre procedere all’arrotondamento della seconda cifra decimale con il seguente criterio: se la terza cifra è uguale o superiore a 5, l’arrotondamento al centesimo va effettuato per eccesso; se la terza cifra è inferiore a 5, l’arrotondamento va effettuato per difetto».

I CONSUMATORI

L'allarme arriva invece da Federconsumatori nazionale, che sottolinea le difficoltà delle famiglie italiane a far fronte a una spesa che in molti casi si rivelerà onerosa. «Le ricadute di tale imposta non agiranno solo in termini diretti sulle tasche dei cittadini per le abitazioni di proprietà (con aggravi medi di 405 euro annui a famiglia) o per le ricadute sugli affitti, ma vi saranno anche pesanti ripercussioni indirette» fa sapere Federconsumatori. «La rivalutazione (sia in termini di aliquota, sia in termini catastali) dell’Imu per i locali commerciali, per le aziende e per gli uffici, infatti, si scaricheranno inevitabilmente sulle tasche dei cittadini. I maggiori costi che artigiani e professionisti dovranno sostenere a causa dell’Imu si ripercuoteranno sulle tariffe, mentre l’Imu per i locali commerciali ed industriali avrà effetti sulla determinazione dei prezzi». S e c o n d o q u a n t o c a l c o l a t o dall’Osservatorio nazionale Federconsumatori, per tali ricadute indirette, ogni famiglia dovrà “sborsare” 210 euro in più all'anno, pari ad un incremento dello 0,7% del tasso di inflazione. In totale, quindi, gli effetti dell’Imu comporteranno un aggravio medio di 615 euro annui a famiglia. «Una cifra notevole, che contribuisce ad intaccare ulteriormente i bilanci delle famiglie, già duramente provati dalla crisi economica e dalle altre misure adottate da questo e dal precedente Governo per contrastarla».


di Laura Bosio

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