Imu, quanto costa nel Casalasco

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Nei comuni principali del casalasco, Piadena è l’unico a non avere ritoccato le aliquote Imu. Il sindaco Bruno Tosatto si ispira alla filosofia «basta tasse alla gente, basta fare gli esattori dello Stato», poi entra nel merito. «I colpi durissimi dei tagli inferti al bilancio» spiega «sono stati in parte parati con l’installazione del rilevatore di velocità. Teniamo presente che le sanzioni riguardano l’1-2% di 140mila veicoli che passano in un mese, dunque una fetta piccolissima. Grazie a queste entrate abbiamo potuto ristrutturare la scuola e investire 200mila euro nei lavori pubblici, senza usare oneri di urbanizzazione, che in passato arrivavano al 75%». Razionalizzare è la parola d’ordine. «Soprattutto » sottolinea Tosatto «per il futuro le iniziative dovranno essere appoggiate dagli sponsor, non dalle tasse dei cittadini. In questo modo abbiamo organizzato il primo concorso nazionale di musica da camera “Myriam e Pierluigi Vacchelli”, con 54 ragazzi da tutta Italia e tre borse di studio messe in palio, senza dover gravare troppo sulle casse municipali». Spostiamoci nell'area nord-ovest del casalasco, dove quasi tutti i Comuni non hanno dovuto alzare le aliquote, con l’eccezione di Voltido, Drizzona e Isola Dovarese. Questi ultimi due comuni proprio nel consiglio di ieri sera hanno fissato la percentuale: sorprese a parte (al momento di andare in stampa la seduta non si è conclusa) Drizzona ha mantenuto invariata l’aliquota prima casa e alzato al 9 per mille la seconda; Isola invece ha alzato al 5 per mille la prima casa e all'8,6 per mille la seconda (come Voltido). Per Luigi Fantini, sindaco di Isola, non si poteva fare altrimenti: «Non amo tassare nessuno.

Ma a fronte del taglio non giustificato del 1° settembre di 137mila euro e del prossimo, già annunciato, di 12mila euro, non so cosa inventarmi. Non abbiamo, né vogliamo, autovelox come altri comuni vicini, e anche dopo questi aumenti dell’Imu, il disavanzo a bilancio sarà di quasi 30mila euro». «Al netto dei ritocchi che il Governo continua a fare, con interventi anche delle ultime ore, le aliquote fissate per il comune di Casalmaggiore non cambieranno nelle prossime ore»: passaggio istituzionale doveroso, quello col sindaco Claudio Silla, per certificare l'Imposta Municipale Propria relativa al capoluogo casalasco prima della scadenza ufficiale del 31 ottobre. L’Imu, come precisato dall’Ufficio Tributi giusto ieri mattina, avrà un’aliquota del 5 per mille sull’abitazione principale e del 9,1 per mille (metà andrà direttamente nelle casse dello Stato) su tutti gli altri immobili.

Una scelta forzata che non si discosta dall’ultimo ammontare dell’Ici: nel 2007, a Casalmaggiore, l'imposta municipale sugli immobili raggiunse il 5,76 per mille, prima di sparire nel triennio 2008-2011 e ricomparire oggi sottoforma di Imu. Scendendo nella “bassa”, il sindaco di San Martino del Lago Dino Maglia prova a spiegare il record del 5,5 per mille sulla prima casa: «Abbiamo in pratica lasciato il 5,5 che riguardava il vecchio Ici». Ma ai cittadini costerà di più rispetto ad allora. «Certo, ma abbiamo lasciato al minimo l'altra aliquota, che riguarda aree edificabili e attività produttive, e siamo scesi allo 0,1 anche nell'aliquota dei beni agricoli strumentali, come le cascine. Se avessimo fatto il contrario avremmo incassato di più. La vera situazione definitiva però la conosceremo solo a dicembre, e credo che per l'anno prossimo potremo decidere di diminuire l'imposta». Un modo per evitare buchi inattesi nel bilancio insomma. «Sì, e per non pesare sui cittadini non abbiamo nemmeno proceduto con l'accertamento sulla tassa rifiuti degli anni passati. Infine consideriamo che non ricorriamo alle multe per rimpinguare le casse». E ridaje. Chi sarà soddisfatto sarà ad esempio il noto scrittore e critico d'arte Flavio Caroli, che a San Martino ha una casa, così come il nuovo autodromo è stato risparmiato dal salasso.

L'ultimo Comune in ordine di tempo che delibererà sarà, questa sera, San Giovanni in Croce. Il primo cittadino Pierguido Asinari non si sbilancia: «Andiamo con una proposta, ma non mi sembra giusto anticipare qualcosa che il Consiglio è chiamato a decidere. In quella sede si deciderà assieme. Certo ho trascorso gli ultimi 15 giorni a cercare di intervenire dove possibile ». Intanto si parte dal 5 per mille per la prima casa e dall'8,6 per mille sulla seconda, aliquote decise ad inizio estate. Probabilmente si cercherà si limare qualcosa da un lato per spostare il peso sull'altro. Equilibrismi obbligati dalla crisi, insomma.

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