Ciclismo: Pegoiani corre da solo alla poltrona di presidente

+ 28
+ 19


Spuntano come i funghi le riunioni delle società di ciclismo lombarde, con all’ordine del giorno gli interventi sulle modalità per le prossime assemblee provinciali, regionali e nazionali della Federazione, durante le quali saranno eletti i candidati al quadriennio olimpico. Non siamo di fronte al vuoto. Insomma, debbono venir fuori tante cose dal cilindro, quindi non possono servire solo a designare il leader, ma anche a rigenerare dalle radici il ciclismo e soprattutto lanciare un messaggio forte, nuovo, chiaro e credibile. Non è impresa facile. Renato Di Rocco ha già annunciato la propria candidatura al vertice di presidenza nazionale, così come Claudio Santi e Gianni Sommaria. Aggiungiamo che in politica si corre per vincere e nel panorama del Comitato Lombardo tra i nomi che circolano, c’è anche quello di Francesco Bernardelli. Chiusa la stagione tattica e delle mille guerre di posizione, si apre la fase del coraggio. Dopo averle a lungo attese e invocate, ora i dirigenti delle società si trovano a fare i conti con la prospettiva e sfogliano la margherita, si consultano, gioiscono o si disperano, ma cercano soprattutto di capire su chi puntare. Un ristretto gruppo di dirigenti, poi, accarezza la tentazione di scendere in campo e giocare la partita della vita: quella della leadership. Nessuno sport ha storie da raccontare quante ne ha il ciclismo, che se vogliamo essere onesti, manca il campione, mancano i soldi, manca lo spettacolo, manca la voglia di fare fatica e mancano progetti mirati. Saranno state pure giornate storte quelle del Mondiale olandese, ma siamo stati messi sotto, paghiamo dazio, perché c’è poco interesse nei confronti della specialità della crono, ci sono poche gare di questo tipo in Italia, manca il confronto con gli stranieri del settore, mancano gli eurodollari. Siamo finiti per la cronaca dietro la lavagna e la cosa deve far riflettere la Fci: un disastro come questo non lo si registrava da un bel po’. C’è da lavorare, mancano professionisti che abbiano grandi capacità e inventiva, che sappiano produrre utili. Non per arricchire qualcuno, anche se la cosa non mi scandalizzerebbe, ma per avere risorse da reinvestire e contribuire così ad una crescita significativa. Troppi sono gli eventi, l’Uci ha cercato i soldi portando il ciclismo per il mondo, andare in Oman e Qatar significa impedire agli atleti la giusta preparazione alla stagione e chi mastica ciclismo sa benissimo che mai queste corse potranno acquisire fascino o diventare spettacolare.
PEGOIANI CORRE DA SOLO Chiuso un quadriennio olimpico, Antonio Pegoiani (nella foto) corre da solo alla poltrona di presidente del Comitato provinciale della Federciclismo. E tra i nomi che circolano alle cariche consiliari ci sono quelli di Eleonora Soldo, Enrico Guadrini, Alessandro Rossi e Andrea Rocco Biondini, mentre Stefano Pedrinazzi dovrebbe essere il delegato provinciale alla verifica dei poteri dei grandi elettori all’assise nazionale. Serata intensa per la politica provinciale dello sport ciclistico, quella in programma venerdì 8 novembre alle 20.30, presso la sede del Coni di Cremona in via Fabio Falzi: i dirigenti delle società sono impegnati a votare il governo provinciale.

di Fortunato Chiodo

Segnala questo articolo su