Con Cantù servirebbe un’impresa

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Con merito, dilatando con il suo valore le difficoltà della Vanoli, l’Acea Roma è passata al PalaRadi per 75-67. Nulla da eccepire sul responso del campo, poiché gli ospiti, meglio forniti sul piano tecnico individuale, si sono presi due punti meritati. Il fatto non inficia quel che la Vanoli ha fatto sinora e nemmeno pregiudica quel che potrà ancora fare in questo campionato di Lega A. Niente di drammatico dunque, se non che, a bocce ferme, infuriano polemiche che coinvolgono giocatori ed anche il coach Attilio Caja. Ovvio che chi va a vedere le partite, come ha sottolineato lo stesso coach nel dopo-gara, ha il diritto di applaudire o contestare civilmente lo stare in campo o in panchina dei protagonisti. Evidentemente chi contesta non sono i tifosi viscerali della squadra, che sarebbero disposti a perdonare tutto ai loro beniamini, ma non si può pretendere che chi occupa le gradinate del palasport abbia... le fette di salame sugli occhi. Precisato questo, noi ci schieriamo tra i critici a certe prestazioni individuali ed a certe scelte tecnico-tattiche (Caja), tuttavia con molta comprensione e tanto affetto, avendo provato di persona, in un lontano (purtroppo) passato, vissuto certe situazioni. Il più grave tra questi infortuni di percorso ci pare il “caso Vitali” che coinvolge, in parte, le decisioni tecniche dell’allenatore. Vitali è stato contestato da una parte del pubblico per la sua innegabile deficitaria prestazione. Il coach, per aver scelto di rimetterlo in campo dopo averne constatato, in precedenza, la sua cattiva giornata. Ci sentiamo di assolvere Caja, perché forse (interpretiamo senza prove) ha ritenuto di fornirgli un’ulteriore occasione di riscatto, mentre l’operazione non è andata a buon fine per il persistere dell’assenza fisica o psicologica del giocatore. Ci sentiamo di scusare l’atleta, perché evidentemente fatica a tenere il passo della squadra, forse troppo spremuto dagli allenamenti estivi con la Nazionale. Comunque sia, poiché in campo o a bordo dello stesso siamo tutti amanti del basket e contenti di avere la serie A a Cremona, cerchiamo di dare una mano a protagonisti e società, perché se ci cacciamo in sterili polemiche, contribuiamo a rompere il giocattolo. Facciamo un passo più in là ed occupiamoci della trasferta canturina della Vanoli, prevista per domani pomeriggio alle 18.15. Il parquet del “Pianella”, ma soprattutto la squadra canturina sono tra quelli proibiti per i sogni estivi o autunnali che siano. Ed i precedenti lo testificano abbondantemente. La compagine di coach Trinchieri è nettamente superiore a quella di Caja, per cui farci illusioni è quanto meno improvvido. Ma poiché il campionato ha già fornito sorprese (Reggio che vince a Milano e Montegranaro che fa lo stesso a Venezia, tanto per citarne due), viviamo in trepida attesa, sapendo già che Tabu farà faville (ottimo il suo percorso sin qui), che Mazzarino e compagni ci fucileranno dall’arco e che sotto canestro patiremo le pene dell’inferno, condidando però che dall’alta Brianza giungano segnali positivi. E per segnali positivi non necessariamente vorremmo i due punti, ma un ulteriore progresso di squadra, un veloce inserimento del nuovo arrivato Peric, piacevoli conferme per Jackson, Johnson ,Harris e Kotti, nonché il recupero di Huff e la piena consapevolezza dei propri mezzi da parte di Stipanovic, nonché l'apporto importante di quei giocatori sin qui meno utilizzati (Ruini in primis). Che sia buon viaggio a Cantù e serenità nella tifoseria!

EUROLEGA Domani la Vanoli troverà una squadra forse un po’ stanca, ma cari-catissima dopo il netto successo (82-58) in Eurolega contro il quotato Fenerbahce di Simone Pianigiani. Sugli scudi gli ex biancoblu Tabu (16 punti e 7 assist) e Cusin (15 punti e 6 rimbalzi), a conferma del valore del roster di Trinchieri, che torna il corsa per il passaggo del turno. Male invece Milano, travolta 84-71 al Forum dall’Olympiacos.

di Giovanni Zagni

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