Cremona - Controlli nei cantieri: molte aziende sono risultate irregolari

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Operazione “Mattone Sicuro”: 76 persone denunciate e attività sospesa per tre aziende.
Ammonta a 76 denunce ed altrettante aziende irregolari il bilancio dei controlli realizzati nel territorio della provincia di Cremona, nell’ambito del piano straordinario di controlli nazionali organizzati dal Ministero del Lavoro e dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri dal 22 maggio al 21 settembre di quest’anno. L’attività, coordinata a livello provinciale dal Comando Carabinieri e dalla Direzione Generale del Lavoro, è stata illustrata ieri nella sala stampa della caserma S. Lucia a Cremona dal comandante provinciale Michele Arcangelo Cozzolino, dal maggiore Rosario Gemma, che coordina il Nucleo Investigativo e dai rappresentanti della Direzione Territoriale del Lavoro, il luogotenente Fabio Amadei assieme ai dirigenti Catalano, Vescovi e Bernardini). Gli interventi hanno interessato - nella nostra provincia - 82 aziende, di cui 76 sono risultate irregolari, con una percentuale di irregolarità pari al 90% delle aziende. «Dato che, se significativo, non deve far dimenticare che ci sono province con numeri ancor più allarmanti», ha puntualizzato il dirigente Giancarlo Vescovi. Le violazioni contestate sul piano della prevenzione sono state 102, mentre un dato di particolare rilievo riguarda i lavoratori controllati: ben quindici sono stati gli irregolari scoperti e nove di questi sono risultati in “nero”. Tra questi lavoratori, inoltre, si è riscontrato l’utilizzo improprio di “sedicenti” lavoratori autonomi, formalmente ricondotti alla tipologia contrattuale della subordinazione (art. 2094 del codice civile). Nei controlli sul cremonese, per i quali Silvia Catalano e il comandante Cozzolino hanno sottolineato l’ottima sinergia e complementarità tra carabinieri e direzione del lavoro, sono stati impiegati quattro ispettori civili appartenenti all’Unità operativa Vigilanza Tecnica assieme ai reparti del Comando Provinciale Carabinieri, in campo con sessanta militari e quindici mezzi dei Comandi Stazione della provincia. «Proprio la presenza capillare dell’Arma anche nei piccoli paesi - ha soggiunto Vescovi - ha permesso di avere una visione dettagliata del fenomeno, contribuendo ad evidenziare in anticipo le situazioni a rischio, richiedendo il controllo dei militari prima di intervenire». I dati dell’operazione, battezzata significativamente “Mattone sicuro”, dimostrano che nei cantieri edili esistono ancora grosse sacche di irregolarità e di illegalità da debellare. Sono tuttora in corso, come ha specificato il luogotenente Amadei, verifiche tecniche ed ispezioni su alcuni appalti pubblici, con i risultati di indagine ancora in corso di elaborazione.

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