Disagi sulla ciclabile del Porto, l'Aipo: «Fine lavori entro la primavera»

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Non accenna a smorzarsi la polemica sulle condizioni del tratto di pista ciclabile che dall’intersezione di via Riglio conduce alle società Canottieri. In una lettera pubblicata su l’edizione del “Piccolo” di sabato 10 novembre sono state di nuovo evidenziate le pessime condizioni della pista, che percorre il tratto di sponda cremonese del fiume sopra l’imbocco del porto: alle erbacce lungo il percorso, interrotto da un cantiere al momento fermo, si aggiunge il cedimento di una porzione di sponda del fiume, proprio a fianco della pista.
«Il segmento di ciclopista era stato chiuso alcuni anni fa a causa di un notevole sprofondamento della pavimentazione», specifica il firmatario. Una chiusura di cui la lettera lamenta il protrarsi «oltre ogni limite, a prescindere da eventuali problemi tecnici non noti». Al momento, l’unica via percorribile per aggirare il cantiere sarebbe un varco laterale sprovvisto però di pavimentazione e segnaletica. Provenendo da via Riglio infatti, «una bella e fresca segnaletica orizzontale “ciclabile” - lamenta la lettera - serve solo a creare inutili illusioni: infatti, dopo circa 50 metri, ecco una rete rossa che ci costringe a rientrare nella ormai nota e grigia realtà di tutti i giorni. Si vede subito però che chiunque può proseguire superando semplicemente un largo e comodo varco laterale, quasi un invito creato apposta per chi volesse verificare lo stato dei lavori. E’ da qui in avanti che l'ormai famigerato “Itinerario n° 23” si mostra in tutto il suo abbagliante splendore, fatto di vergognoso degrado, con fondo estremamente dissestato cosparso di buche, avvallamenti e sprofondamenti, inoltre il verde è completamente abbandonato a se stesso. Praticamente la ciclabile non esiste più». E nella lettera non si manca di sottolineare che il segmento interessato «dovrebbe far parte del grande itinerario ciclabile VenTo (Venezia-Torino)». Inoltre «non risulta che siano stati effettuati lavori di sistemazione e in loco non era presente nessuno che stesse “lavorando”». Tutto ciò induce gli utenti a chiedere delucidazioni in merito: «Cosa aspettano, che si perda la pazienza?».
La manutenzione del terreno sul quale è posizionato il tratto interessato di ciclopista risulta di competenza dell’Aipo. E dall’Agenzia fanno sapere che la situazione è monitorata, fornendo contemporaneamente anche una prima tempistica sulla risoluzione del problema. «Premettendo che è di nostra competenza solo il terreno sul quale sorge la pista ma non la struttura ciclabile in sé, comprendiamo il malumore degli utenti assicurando che il problema è a nostra attenzione. Indubbiamente numerose complicazioni, tra cui la difficoltà delle risorse finanziarie, hanno rallentato i lavori, per la cui conclusione però ci sentiamo di poter dare una scadenza. Al momento il progetto è in via di definizione, poi vi sarà la gara d’appalto e, immediatamente dopo, l’inizio dei lavori. In base a questa tabella di marcia, possiamo approssimativamente fissare il termine dell’intervento alla fine della primavera 2013. Entro l’inizio del nuovo anno comunque, saremo in grado di fornire indicazioni ancor più precise al riguardo».

di Michele Scolari
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