Boom di segnalazioni alla Gdf, i cittadini: «Non si tratta di spionaggio, ma di sostenere il nostro futuro».

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«C’è una accettazione al contrasto all’evasione da parte dei cittadini che ci aspettavamo succedesse e l’atteggiamento degli italiani nei confronti delle tasse è positivo», ha detto ieri il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, commentando il sondaggio presentato all’Università Bocconi di Milano nell’ambito di un convegno organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti. «Piano piano cambia la cultura di chi evade che, come dice il presidente Mario Monti, non è un furbo ma viene considerato un ladro nei confronti di tutti. Nei momenti di crisi si sente maggiormente il peso della imposizione e quindi chi paga le imposte ha un atteggiamento più negativo nei confronti di chi le tasse le evade».
In effetti, a chi farebbe piacere sapere che il ristorante sotto casa o il meccanico di propria fiducia, evadendo totalmente o in parte le imposte, usufruisce di tutta una serie di agevolazioni fiscali (assegni famigliari, bonus fiscali, edilizia sovvenzionata, sconti su tasse scolastiche, ecc.) che spetterebbero a chi ne avrebbe realmente necessità? Probabilmente a nessuno, come testimonia il boom di chiamate al servizio di pronto intervento 117 della Guardia di Finanza dall’inizio del 2012 (leggi l'articolo). A Cremona l'incremento di segnalazioni per le irregolarità fiscali dall'inizio del 2012 è stato dell'82% ed anche in altre province i dati sono assai alti.
Un fenomeno, quello dei cittadini “007 del fisco”, che nel complesso incontra il pieno favore della gente. Se infatti qualcuno parla di questa tendenza come di «una guerra fra poveri quando coloro che andrebbero colpiti stanno da tutt’altra parte», in generale l’opinione accoglie questo orientamento. «Sono stufo che a pagare siano sempre i soliti quattro onesti - si lamenta Vincenzo, di professione dirigente in una grande banca - a fronte di chi ostenta ricchezza solo per non aver mai rilasciato una ricevuta fiscale e magari, senza fare nomi, quando viene beccato si salva pure col patteggiamento». «Premesso che i governanti devono essere in grado di far fruttare le entrate, quando tutti pagheranno le tasse, pagheremo tutti meno tasse. La legge è di una semplicità quasi banale - fa sapere Claudia, libera professionista - vogliamo andare a vedere come vanno le cose nei paesi scandinavi? Vogliamo andare a vedere che razza di servizi e di welfare hanno con le tasse che pagano? Lassù l’evasore è considerato quasi alla stregua di chi ruba le scorte di cibo agli esploratori nelle spedizioni». Il confronto con l’estero porta negli Stati Uniti, dove «sulle irregolarità fiscali sono inflessibili e granitici - fa sapere Camilla, che fa l’architetto a New York - laggiù la delazione fiscale è uno strumento che funziona (benissimo) da decenni. Produce risultati notevoli per il fisco americano e sono previsti ricchi premi per chi consente di scovare gli evasori». Ed ancora, commenta Claudio, avvocato: «I dati sulle segnalazioni negli ultimi mesi indicano come forse stia finalmente scomparendo la barriera psicologica tra cittadino e Stato: ovvero, sempre più persone iniziano a capire che lo Stato non è una realtà estranea che sta sopra di noi, ma siamo noi stessi».
Questo soprattutto a fronte di un fenomeno, quello dell’economia sommersa (derivante dal fenomeno della frode fiscale e contributiva), che è assai alto in Italia e non fa distinzione fra nord e sud del paese. L’attuale stima sull'evasione fiscale si aggira sui 300 miliardi di euro sottratti ogni anno all’erario. Secondo le stime i settori che “guadagnano” più segnalazioni sono i bar e i ristoranti. Il caffè e cornetto, per iniziare la giornata, senza scontrino. E poi la pizzeria che scrive il conto a penna direttamente sulla tovaglia di carta.
Dinanzi a questo scenario «chi non approva le segnalazioni dei cittadini non ha ancora chiaro che lamentarsi non serve  a niente - sottolinea Marta, assistente sociale - le tasse ci sono e vanno pagate. Buone dunque le segnalazioni in aumento per le quali non vedo dove stia il problema: perché se un cittadino, di qualsiasi categoria, è onesto non teme nulla, neanche le intercettazioni o le segnalazioni. Chi alza la voce è perché ha qualcosa da nascondere». Dunque, «non si tratta di essere spioni - conclude Pietro, docente universitario - ma di denunciare chi con il proprio comportamento individualistico viene meno a quella “coralità” e a quel senso del “bene collettivo” che, invece, possono contribuire non poco a guidarci fuori dalla crisi. Con tutti i suoi limiti, credo che l’ex Ministro Tommaso Padoa Schioppa alludesse proprio a questo, quando disse “pagare le tasse è bello”: ovvero all’idea di far parte di un organismo collettivo, di una totalità senza la quale non siamo nulla. Ma ovviamente nel nostro paese, isola di isole, era stata recepita in tutt’altro senso».

di Michele Scolari
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