Crema - Tribunale, basta veglia al morto

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La tecnologia digitale come soluzione per avvicinare Crema a Cremona. Il progetto del magistrato Beluzzi riguarda la pratica giudiziaria ma potrebbe servire per molti altri servizi. C'è però chi, come il presidente degli avvocati di Crema, Aiello, vede nell'operazione una rinuncia alla difesa del tribunale «Digit Smart Crema-Cremona» è il progetto ideato dal magistrato Pierpaolo Beluzzi per ovviare alla soppressione del tribunale cremasco, un progetto che è stato presentato martedì scorso nella sede universitaria di via Bramante, alla presenza del sindaco Stefania Bonaldi, dei rappresentanti delle associazioni di categoria e di molti avvocati della città. L'idea è quella di rendere più vicini gli operatori giudiziari tramite una vera e propria rete informatica, già avviata con successo nel capoluogo e premiata a livello internazionale per il suo lavoro di dematerializzazione del tribunale di Cremona. Gli obiettivi sono diversi, ha spiegato Beluzzi, introdotto dal presidente della Camera penale di Crema, Vittorio Patrini: «Prima di tutto, risolvere i problemi derivanti da una comunità allargata e, poi, difendere il nostro territorio e reagire in maniera coordinata e tempestiva a un cambiamento repentino, che ci è stato imposto a livello nazionale e che ha riguardato anche l'assetto delle province. Una media di 48 minuti divide le nostre due città e questa distanza si traduce inevitabilmente in un costo e in una perdita di ore di lavoro.

Cremona non possiede le risorse adeguate per un accorpamento di tipo classico tra i due tribunali, che sostanzialmente significa raddoppiare la struttura». «La soluzione digitale, invece» continua Patrini, «consente di ovviare a molti problemi e prevede un paio di alternative: la connessione wi-fi, tramite smartphone o computer oppure la telepresenza, che non ha bisogno di terminali e garantisce un'alta definizione video. Quest'ultima la stiamo sperimentando da sei mesi e abbiamo già un collegamento con l'ospedale di Cremona e con Cremona Solidale, per ascoltare da lontano le testimonianze dei pazienti. Nulla vieta che questa strumentazione possa essere condivisa anche con altri enti e servizi, per non rimanere patrimonio esclusivo di noi giudici e avvocati». Il sindaco Bonald ha sottolineato come questo progetto non implichi la rinuncia alla battaglia per la salvaguardia del tribunale di Crema: «Ritengo che le due cose possano procedere di pari passo». Anche perché si tratta, infatti, di tecnologie che richiedono un personale competente per presidiarne il funzionamento, come fa notare il direttore del Dipartimento di Informatica, il professor Nello Scarabottolo. Oltre ai plausi, dal pubblico sono venute anche alcune critiche, espresse per la precisione dal presidente dell'Ordine degli avvocati di Crema, Ermete Aiello: «Prendo atto che, rispetto all'incontro di circa un mese fa, a Cremona, questa iniziativa ha subito una notevole accelerata. Mi pare, però, che a livello nazionale non si stia andando in questa direzione e mi viene da obiettare che in ogni processo ci sono dei meccanismi, dovuti all'interazione tra soggetti coinvolti, che l'informatizzazione non potrà sostituire. In secondo luogo, osservo i fatti concreti e mi pare che Crema stia dando per scontata la perdita del suo tribunale, mentre tutte le altre città italiane interessate da questa riforma si stanno mobilitando, per contrastare una misura ingiusta che, lungi dal garantire un risparmio, finirà col produrre ancora più spesa».

di Ginata Agisti

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