Cremona - Smog e pm10: disaccordo sui dati presentati al convegno

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Le associazioni lamentano i tempi ristretti del dibattito “Respirando Cremona” assieme all’assenza di annunci di ulteriori provvedimenti

Ancora aria inquinata per Cremona e dintorni: come ogni autunno, il problema dello smog e delle pm10 resta aperto. Nuovi sforamenti del livello di polveri sottili nell’aria (fissato dall’Ue a 50 microgrammi per metro cubo) sono stati registrati nei giorni precedenti dalle capannine di rilevazione situate in via Fatebenefratelli, piazza Cadorna, Gerre Borghi e Spinadesco. Sabato 17 novembre il valore medio delle pm10 è stato di 66 microgrammi per metro cubo, domenica 17 ha superato i 70 e lunedì 18 si è assestato a 75 microgrammi. Superare il valore medio annuo (stabilito dall’Ue in 40 microgrammi per metro cubo) causa, nel territorio cremonese, in media tre morti e dieci ricoveri l’anno, come aveva spiegato il professor Alberto Bertazzi dell’Università di Milano al convegno “Respirando Cremona” organizzato a palazzo il Cittanova. Ogni taglio di 10 µg/ m3 della concentrazione di polveri sottili porterebbe alla salvaguardia di vite umane stimato nello 0,25%. «Va osservato però che altri studi danno valori molto diversi (vedi la ricerca condotta nel 2011 dal dott. Paolo Crosignani, Responsabile del Registro tumori della Lombardia e Direttore scientifico Fondazione Irccs Istituto dei Tumori di Milano)» fa sapere un gruppo di associazioni cremonesi (Acli, Circolo culturale “Ambiente- Scienze”, Comitato cremonese, cremasco e casalasco “Salviamo il paesaggio” - Comitato Sas Spinadesco, “CreaFuturo”, Italia Nostra Sez. Cremona, Legambiente Cremona, “Luci - Laboratorio Urbano di Civica Iniziativa”, “Oltre lo specchio CR Snoq” e “Vescovato insieme si cambia” - Wwf Cremona”, non hanno presenziato il convegno al Cittanova), in una nota in cui motiva il dissenso relativo ad alcuni aspetti del convegno.

Tra questi, le associazioni elencano «l’assenza di annunci di ulteriori provvedimenti, oltre a quelli già noti, per contrastare l’inquinamento dell’aria a Cremona e nel circondario, ricordando a tutti che con l’accensione stagionale delle caldaie per il riscaldamento, il problema del pm10 si aggrava pesantemente», assieme alla «ristrettezza» dei tempi previsti per la discussione e il dibattito («troppo brevi per un serio confronto con chi avesse avuto posizioni critiche e proposte da esporre»). Contestualmente, l’associazionismo cremonese stigmatizza l’affermazione del sindaco Oreste Perri, secondo il quale «Cremona da sola non può nulla ed è una delle aree più critiche per colpa della conformazione del territorio regionale». In poche parole, rispondono le associazioni, il rispetto dei “limiti” di legge fissati per le polveri sottili dal D.M. 2/4/2002, n. 60 per le PM10 (50 µg/m3 al giorno per non più di 35 giorni all’anno e per una media giornaliera annuale di 40 µg/m3) a Cremona sembra essere irraggiungibile (anno 2011: giorni di superamento 109, un giorno su tre; aspettative per il 2012: 125/130 giorni di superamento con una media giornaliera annua di 48 µg/m3, + 20% rispetto alla norma). «Ma il sindaco sa bene che la Legge gli attribuisce responsabilità in questa materia (Dlgs 18/8/2000 n. 267), cosa che forse dei cittadini potrebbero anche arrivare a ricordare, di fronte ad una ben diversa reattività e determinazione in difesa della salute dei propri amministrati come peraltro gli artt. 32 e 41 della Carta Costituzionale imporrebbe. Ad esempio, chiamare a raccolta i suoi colleghi lombardi (meglio ancora se di tutta la pianura padana) per una forte azione politica presso i livelli istituzionali e politici più alti. Certo che se non si hanno ben chiare le cose da invocare, l’ignavia è la conseguenza». 

Dagli uffici di piazza Federico II la replica è immediata. «Lo scorso venerdì, in una riunione con i Comuni firmatari, abbiamo riveduto i termini del Protocollo d’intesa siglato il 31 gennaio 2012, per interventi condivisi e coordinati volti a contrastare l’inquinamento atmosferico - dichiara l’assessore comunale all’Ambiente Francesco Bordi. - Abbiamo inaugurato la prima postazione di car-sharing con auto elettriche. E per quanto riguarda il Patto dei Sindaci (l’iniziativa proposta dall’Ue a partire dal 2008 per la riduzione delle emissioni di gas climalteranti), nell’ultima Commissione Ambiente abbiamo presentato il piano delle emissioni di gas e nella prossima seduta è in programma la presentazione delle azioni per il passo successivo, il Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile: le azioni comprenderanno interventi sugli edifici pubblici, soprattutto scuole, relativi alla termoregolazione e ad impianti ad emissione zero di gas. Tutto questo, ovviamente, assieme all’installazione dei pannelli fotovoltaici, già partita in vari punti ed alla postazione di car-sharing con auto elettriche inaugurata la scorsa settimana. In sostanza stiamo facendo quanto possibile per risolvere velocemente il problema dell’inquinamento».

di Michele Scolari
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