Casalmaggiore - Virus informatico blocca consiglio comunale

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Consiglio comunale convocato in concomitanza con l’incontro di Salini. L’avviso in ritardo ai consiglieri, poi il rinvio
In municipio giurano che si è trattato di questo: un virus birichino che si insinua nel sistema informatico degli uffici comunali di Casalmaggiore e blocca la mail più importante, quella di convocazione del consiglio, previsto per venerdì prossimo. L'avviso, dunque, non arriva e viene rispedito soltanto ieri mattina. Lo statuto, tuttavia, impone che ogni seduta sia convocata con cinque giorni lavorativi di anticipo: la famosa missiva arriva quindi tardi. Il tempo per i consiglieri di minoranza di protestare e, alle 13.39 di ieri (tre ore dopo la prima convocazione), si rinvia il consiglio a lunedì. Pesanti le critiche di Carlo Gardani, consigliere del Listone: «Non siamo sorpresi, non è la prima volta che il comune incappa in tali disguidi. Spiace soprattutto per i cittadini, costretti da tempo a subire la mancanza di idee di questa amministrazione. L’inghippo tecnico, in sé, è il problema minore: al vertice della piramide sta la sensazione che tutto venga lasciato al caso. Gli aspetti giuridici non sono mai preminenti, alcune convenzioni vengono siglate senza informare nessuno, l’impressione è che tutto venga tenuto nascosto, proprio quando, in periodo di crisi, una collaborazione tra maggioranza e minoranza potrebbe aiutare.

Abbiamo lanciato parecchi salvagente, come Listone, ma oltre le grandi promesse non siamo mai andati: ci chiamano solo per ottenere alzate di mano e voti. Ci sono interrogazioni che giacciono senza risposta da mesi e ogni volta che fai proposte passi per la persona cattiva che vuole male al comune. Siamo stanchi di correre dietro all’inutile, non vediamo l’ora che questo mandato finisca». L’aspetto positivo è che venerdì, con il rinvio del consiglio, i consiglieri potranno seguire l’incontro di Massimiliano Salini in Auditorium Santa Croce sul riassetto provinciale voluto da Monti. «La concomitanza dei due eventi avrebbe rappresentato uno sgarbo istituzionale pesante, evitato solo per caso» chiosa Gardani. «Sarebbe stato» conferma Filippo Bongiovanni della Lega «un incidente diplomatico spiacevole. Io, da consigliere comunale, avrei partecipato al consiglio, ma, da componente della giunta Salini, sarei stato impossibilitato ad ascoltare il mio presidente. Comunque, questo problema è stato aggirato. Per il resto, il rinvio del consiglio a lunedì era il minimo che potessero fare: il nuovo governo ha dato la priorità all’agenda digitale, quindi il comune di Casalmaggiore non può permettersi questi errori. Gli uffici vedano di migliorare le procedure di comunicazione ».

Chiude Orlando Ferroni di Casalmaggiore per la Libertà: «La segretaria mi ha chiesto stamattina se volessi comunque partecipare al consiglio convocato per venerdì. Ovviamente ho detto di no: le cose serie non si fanno in due giorni e non si può pretendere che un consigliere si prepari sui punti all’ordine del giorno, convocando la riunione capigruppo il giorno stesso (ieri mattina la convocazione, ieri sera la riunione effettiva, disertata per protesta dalle tre minoranze, ndr). O in comune sono sprovveduti, o forse vogliono ostacolare l’azione di controllo delle minoranze. Neppure i cittadini sono informati: gli ordini del giorno dei vari consigli vengono appesi solo nelle bacheche dei bar di frazione, mai in quelli del centro. E dirò di più: se noi delle minoranze fossimo stati zitti, di sicuro il consiglio si sarebbe tenuto venerdì, andando contro le regole».

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