Alla Cremo tutti sono in discussione

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I grigiorossi sono piombati in zona playout e a questo punto la trasferta di Bolzano diventa decisiva anche per Scienza.
Pensavamo che la notte delle streghe fosse già stata archiviata da qualche settimana ed invece è tornata inesorabile venerdì scorso allo stadio “Zini”. Una frittata in piena regola quella combinata dalla Cremonese, vittima quasi inerme di un Pavia perfettamente orchestrato al catenaccio da quel vecchio volpone di Giorgio Roselli. L’ex tecnico non ha rubato nulla, conquistando a denti stretti una vittoria di cuore e da batticuore (in dieci, su rigore e difendendosi quasi con tutti gli effettivi) che, in barba agli esteti, fa sempre bene al calcio. In casa Cremonese, viceversa, è giunta una sconfitta cocente, quasi drammatica, che ha lanciato nello sconforto i tifosi e rischia quasi di mettere sulla graticola mister Scienza. La sconfitta interna, maturata peraltro dopo una settimana di completo riposo, non è stata digerita dalla proprietà grigiorossa che ha manifestato le proprie perplessità sull’operato di tecnico e giocatori. La scelta del diesse Zocchi è caduta in modo particolare su elementi di esperienza, che potessero rimpinguare una rosa già avente un’ossatura portante. Peccato che Marotta non sia nemmeno lontano parente di Prisciandaro, nonostante abbia giocato a lungo in B e mostri il coraggio di scagliarsi contro il pubblico che lo critica per una conclusione che anziché in porta, è finita in via Mantova. Peccato che Previtali non valga quanto Pestrin, che Moi faccia per ora le stesse cose che poteva fare anche Cesar e che Carlini rimanga un oggetto misterioso. Troppi i peccati per una compagine che doveva vincere il campionato ed ora, in modo prematuro ma non casuale, si ritrova in zona playout. Un brusco risveglio ed ora il lavoro fatto da Scienza in queste settimane rischia di vedersi fortemente ridimensionato. Domenica, all’orizzonte, c’è una gara difficilissima al “Druso” di Bolzano contro un SudTirol molto più in forma.

di Matteo Volpi

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