"Scec", dopo Parma e Sondrio la cartonota è arrivata a Cremona

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La "cartonota" chiamata “Scec” (Solidarietà ChE Cammina), è arrivata anche a Cremona. Dopo le esperienze di Parma e di Sondrio, questa forma di buono sconto ha preso piede anche nella nostra città ed è stata presentata alle 14.30 di oggi, mercoledì 5 dicembre, presso la sala di Spazio Comune in piazza Stradivari dai quattro commercianti promotori: si tratta di Linea Estetica Benessere e Ortofrutta “Bruno Bovenzi” entrambi in via Brescia, della Clinica del Sale di Corso Matteotti e dell’Osteria “Michelangelo” di Levata.

Ma cos’è lo Scec? «Si tratta di una cartonota non sostitutiva ma parallela all’euro - spiega Elena Bergamaschi, titolare di Linea Estetica Benessere - ovvero uno sconto fatto sull’euro, una sorta di moneta/buono sconto introdotto per aumentare il potere d'acquisto dell'euro. E che permette un potere di acquisto dal 5% al 30%, a seconda della percentuale stipulata dal commerciante». In sostanza si effettua un acquisto, si paga in euro e oltre alla merce si ricevono dei biglietti di carta tipo buono-sconto denominati SCEC che in successivi acquisti potranno essere usati come forma di pagamento parziale: ossia, ad esempio, su un bene di valore 100 il commerciante applica uno sconto del 20% incasserà 80 euro in moneta sonante e 20 in Scec.

Ma come si possono avere  queste cartonote, assai simili ai “miniassegni” diffusi in Italia negli anni ’70? «Occorre iscriversi al sito di Arcipelago Scec Lombardia, o comunque della propria regione di appartenenza. Una volta iscritti, si ottiene un quantitativo inziale di cento Scec, pagando 5 euro per la stampa.». Ma «per aiutare chi ancora non si è registrato, inizialmente saranno i commercianti stessi a fornire ai propri acquirenti il quantitativo di Scec corrispondente alla spesa in euro effettuata».

I soci ordinari della Arcipelago Scec Onlus (commercianti, artigiani, liberi professionisti, ecc) «contribuiscono alla solidarietà con la riduzione libera e volontaria dei prezzi in euro di merci e servizi, e la differenza con il prezzo pieno la paghi in Scec». L’esercente che si associa stabilisce liberamente che una percentuale di sconto da applicare ai propri prodotti verrà valorizzata da un socio compratore in cambio di Scec, con rapporto 1:1 con l’euro, e può spendere i buoni incassati presso gli altri accettatori.

«L’obiettivo è di innescare anche a Cremona un sistema che riduca l’indebitamento verso le banche ed aumenti la coesione sociale. L’obiettivo è ampliare la lista dei commercianti soci». È qui che si basa la possibilità che l’iniziativa incontri il favore delle associazioni dei commercianti: «in un momento di crisi non si scarta a priori nessuna idea che possa rilanciare i consumi. Per funzionare bene il progetto deve avere un circuito ampio di negozi aderenti e questo richiede tempi lunghi».

di Michele Scolari
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