Concorso scuola, polemiche anche sui quiz

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Nella prova spuntano anche domande di insiemistica, calcolo della probabilità e serie numeriche. Perin (Cgil Scuola di Cremona): «Abbiamo sempre insistito sui troppi “vizi di forma” di questo concorso, a cominciare dalla prova preselettiva». In provincia di Cremona concorreranno circa 2250 candidati.

Si avvicina il test di preselezione del maxi-concorso scuola: una prova computer-based, «unica per tutti i posti e le classi di concorso e per tutto il territorio nazionale» (come si legge nel documento del Ministero dell’Istruzione), il cui  superamento darà accesso alle prove scritte e orali per le singole classi di concorso.

Il 17 e 18 dicembre, oltre 300mila candidati (per la precisione, sono 321mila, dei quali 214mila non iscritti alle graduatorie ad esaurimento) si cimenteranno dunque con i 50 quiz della prova preselettiva. Nella provincia di Cremona, fanno sapere dalla sede dell’Ufficio Scolastico Territoriale di piazza XXIV Maggio, i candidati sono circa 2250. L’approssimazione del dato deriverebbe dal fatto che potrebbero aggiungersi  concorrenti “esterni” che hanno richiesto di concorrere per la Lombardia e verrebbero quindi “distribuiti” tra le varie province della regione. Ulteriori variazioni nel numero potrebbero inoltre essere causate dal fatto che ancora non si conosce a quale categoria di esclusi faccia riferimento il decreto del Tar (in seguito all’esposto presentato da 340 candidati, sparsi sull’intero territorio nazionale, che si erano visti sbarrare la strada dai criteri d’ammissione). Nella nostra città, le sessioni si terranno all'Itis, al Ghisleri, all'Einaudi e al Beltrami.

In attesa della prova, i candidati esprimono forti malumori riguardo agli argomenti dei quiz: informatica, lingua straniera, lingua italiana e logica. Proprio in quest'ultima sezione i concorrenti dovranno affrontare anche quiz inerenti il calcolo delle probabilità, le serie numeriche e l’insiemistica, in quello che per i laureati in materie umanistiche si preannuncia come un vero ginepraio. Questa richiesta di preparazione specificatamente matematica divide le opinioni sul web: «scolastica e da terza media» secondo chi possiede una formazione scientifica ma «per nulla ovvia e banale» per chi vanta una preparazione umanistica.

E, per quanto riguarda i settanta moduli di verifica pubblicati dal Ministero per simulare le prove, molti lamentano l’impossibilità di verificare i propri errori, a causa della mancata pubblicazione delle soluzioni: una scelta che il Ministero ha giustificato con l'obiettivo di scongiurare una preparazione troppo «mnemonica» ma che non ha mancato di suscitare polemiche tra chi, dei futuri concorrenti, vorrebbe almeno sapere dove ha sbagliato. Quanto agli insegnanti precari inoltre, per partecipare potranno prendere un giorno di ferie qualora l’abbiano maturato, altrimenti, la soluzione sarà il permesso non retribuito.

Critiche infondate o segnalazioni di problemi reali? «L’obiettivo che vediamo in questa preselezione è il proposito, opinabile, di eliminare in partenza almeno la metà dei candidati» commenta Maria Teresa Perin, della Cgil Scuola di Cremona. «Non si capisce né l’utilità di inserire quiz che richiedono una simile preparazione matematica né l’assenza di risposte per la verifica degli errori nelle simulazioni online. Per quest'ultimo aspetto comprendiamo le ragioni di “sicurezza” sottolineate dal Ministero, ovvero scongiurare dai "furbi" che imparano le soluzioni a memoria. Ma ci chiediamo anche quale candidato, per quanto esperto di memnotecnica, possa mandare a memoria tutte le 3500 risposte» prosegue la Perin, che non manca di attirare l’attenzione anche sul «business» dei corsi a pagamento di preparazione alla prova: «quale precario o semplice laureato può sborsare 200 euro per seguire uno dei questi corsi? Del resto, da quando è uscita la notizia del concorso sino alla pubblicazione dei quiz - conclude la sindacalista - abbiamo sempre insistito sui “vizi di forma” di questa selezione, che riguardano anche la dubbia convenienza di un concorso organizzato proprio adesso. E' chiaro a tutti che il concorso costituisce la procedura di reclutamento prevista dalla Costituzione, ma occorreva tener presente la situazione imposta da questa spending review, con le graduatorie già piene di precari che hanno raggiunto il punteggio».

di Michele Scolari
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