Le sculture di Leone Lodi in mostra per i 50 anni del Comune di Soresina

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Il Comune di Soresina festeggia i suoi cinquant’anni di storia con una grande mostra dedicata allo scultore Leone Lodi (1900-1974), un maestro dell’arte del Novecento, nato nell’antico centro cittadino. Oggi alle ore 18, nella sala del Podestà, viene inaugurata la personale dal titolo “Leone Lodi. I segreti dello scultore”. Curata da Chiara Gatti, l’esposizione offre una panoramica di circa quaranta lavori, fra gessi, marmi e bronzi, alcuni inediti, realizzati dagli esordi all’ultima fase dell’attività del maestro che, unitamente a un nucleo di disegni scelti nel ricchissimo patrimonio del suo archivio, svelano, per piccole tappe cronologiche, evoluzioni, eredità, temi, ricerche tecniche e sperimentazioni espressive. Il suo talento di scultore monumentale, capace di concepire immagini di grandi dimensioni come parte vitale dello spazio urbano, gli assicurò la simpatia di molti architetti, oltre alla stima del collega Mario Sironi che coordinò, insieme a Ponti, i cantieri delle Triennali a partire dal ’33 e che in lui trovò un collaboratore importante. Le opere di Lodi, perfette nello studio dei materiali, delle patine e delle tonalità delle pietre, dialogano a meraviglia con gli elementi della costruzione, le superfici, i rivestimenti, in linea con l’idea - nata in seno al Bauhaus - di un’armonia ideale fra architettura, scultura e pittura. La sensibilità di Leone Lodi per i toni della materia, naturali, oppure ottenuti con sapienti processi di colorazione e patinatura, gli permise di creare episodi, figure e brani immersi in una vena di eternità, ereditata dalla poesia di Adolfo Wildt e in sintonia con la riflessione di Arturo Martini. Questa vicinanza con tali maestri del Novecento rappresenta un importante capitolo indagato dalla mostra. Dallo studio delle pose dei singoli personaggi, figure sacre o mitiche, ritratti o nudi algidi, emerge infatti la sua attitudine nel relazionarsi costantemente con lo spazio, in termini assoluti. Completa il percorso espositivo, una sezione documentaria ricca di foto d’epoca e un video realizzato appositamente per l’antologica che, partendo dagli ambienti del suo studio a Soresina, racconta la fortuna del maestro ricercato per commissioni pubbliche in tutta Italia. La mostra è aperta fino al 17 marzo 2013.

di Federica Ermete

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