Disagi per i pendolari: sarà class action

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La proposta del Codacons: in campo un’azione legale collettiva per chiedere un risarcimento.
Tanta rabbia e tanto sconcerto nei confronti della situazione pesante che gli utenti pendolari dei treni lombardi sono costretti a sopportare in questi giorni, dopo una settimana di ritardi continui. A pronunciarsi, nelle ultime ore, è stato il Codacons, che ha deciso di procedere con una class action contro l'azienda di trasporti per ottenere il risarcimento di tutti i danni subiti dai pendolari rimasti coinvolti in questi giorni nel caos che si è verificato: ritardi, soppressioni, code, disagi. «Gli indennizzi previsti dalle “condizioni generali di trasporto di Trenord”, infatti, sono a dir poco ridicoli a fronte di una situazione come quella venutasi a creare» dichiara l'associazione dei consumatori, che invita, quindi, i pendolari a conservare non solo gli abbonamenti mensili e annuali, ma anche il settimanale, il carnet ed i biglietti giornalieri e di contattare nei prossimi giorni la sede del Codacons di Milano. «E' una vergogna!» ha dichiarato il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli. «Non sappiamo se quello che si è verificato è colpa di un software pagato a caro prezzo, se dipende dal fatto che non è stato testato, come dovrebbe normalmente avvenire, o da quali altri motivi. Quello che è certo è che un intero sistema di trasporti regionale non può andare in tilt in questo modo e per così tanti giorni. Da qui la decisione di procedere con un'azione legale collettiva». All'iniziativa del Codacons ha subito risposto positivamente il comitato di pendolari

InOrario, che in questi giorni riceve continue segnalazioni di disagi e disservizi. «I ritardi e le soppressioni dei treni sono ormai quotidiane» dice il referente, Matteo Casoni. «I pendolari non sanno mai se il treno che devono prendere passerà o sarà soppresso, né a che ora riusciranno ad arrivare in ufficio o a tornare a casa. Stamattina (giovedì, Ndr) ci siamo trovati tutti stipati sul convoglio delle 7.37 perché avevano soppresso i due treni precedenti. Ovviamente abbiamo viaggiato in piedi e terribilmente stretti». Il clima tra i pendolari è di grande tensione: «Non si può accettare una situazione che è seguita a scelte sbagliate da parte di TreNord» sottolinea Casoni. «Ormai le scuse dell'azienda non reggono più. I provvedimenti vanno presi immediatamente, perché non si può continuare così. Nell'ultimo periodo il nostro comitato era rimasto in sordina, dopo essere stato accusato di manie di protagonismo. Ma a quanto pare anche chi ha lavorato in sordina non è riuscito a ottenere risultati». Sul tema è scesa in campo anche la Cgil Lombardia, che chiede la tutela per i lavoratori che ogni giorno affrontano il pendolarismo. «Siamo al quarto giorno continuativo di disagi per i pendolari lombardi» dichiara Fulvia Colombini della segreteria della Cgil Lombardia. «La circolazione ferroviaria regionale gestita da TreNord è andata completamente in tilt a causa del mancato funzionamento del nuovo sistema informatico installato proprio lo scorso 10 dicembre senza che fosse testato, e in concomitanza con una serie di modifiche sugli orari dei treni, sui turni del personale e con l 'introduzione di una nuova linea.

Le cancellazioni e gli ingenti ritardi stanno rendendo la vita impossibile alle migliaia di pendolari che utilizzano le ferrovie per andare al lavoro e per spostarsi. Il disagio è ulteriormente aggravato dallo sciopero dei benzinai che condanna molti lavoratori e lavoratrici ad ulteriori difficoltà nella mobilità; ci saremmo aspettati un maggiore senso di responsabilità in un momento così difficile». La Cgil Lombardia si chiede da cosa dipenda la situazione creatasi, e soprattutto quali siano le responsabilità «sulle quali chiediamo di far luce» continua Colombini, che chiede il risarcimento dei danni. «TreNord, oltre a ristabilire il prima possibile la circolazione dei treni per garantire il diritto alla mobilità, dovrà prevedere al più presto un risarcimento per tutti i pendolari lombardi titolari di abbonamento» conclude Colombini. «Per questo la Cgil Lombardia invita il presidente Vincenzo Soprano di fornire pubblicamente spiegazioni sull'accaduto, dando conto delle azioni intraprese e indicando previsioni certe per la risoluzione definitiva dei problemi». Presa di posizione netta anche da parte del Pd, e in particolare dei consiglieri regionali Agostino Alloni, Stefano Tosi e Luca Gaffuri, dopo che è stata respinta la richiesta di audizione straordinaria dell’assessore regionale Gilardoni in Commissione Trasporti. I consiglieri chiedono alla Regione di delineare uno scenario credibile di rientro alla normalità e di adottare misure risarcitorie nei confronti dei pendolari. «Riteniamo doveroso» dichiarano «che la Regione, di concerto con Trenord, conceda a tutti i pendolari l’abbonamento gratuito per il mese di gennaio, indipendentemente dalla verifica degli indici di affidabilità per l’ottenimento del bonus e quindi senza aspettare i tre mesi di tempo necessari per essere pubblicati. Si tratta di un vero e proprio rimborso per tutti i pendolari per le sgradite disavventure vissute fino ad oggi. Ci auguriamo che questa richiesta diventi effettiva da subito».

di Laura Bosio

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