Crema - Nespoli, le lezioni scese dallo spazio

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Non solo imprenditori nella sede della Libera artigiani per un evento che ha lasciato il segno.
Contrariamente a quanti sostengono che nei momenti di crisi si debba tirare la cinghia, giocando al ribasso, la Libera Artigiani di Crema, presieduta da Marco Bressanelli, decide di puntare in alto e in alto davvero, cercando nuovi stimoli nell'esperienza dell'astronauta italiano Paolo Nespoli, il primo al mondo ad aver trasformato un'avventura spaziale in un fenomeno mediatico. D’altronde, che cosa, meglio dello spazio profondo, può suggerire un’assenza di limiti e la consapevolezza di poter affrontare qualsiasi sfida? È esattamente di questo che gli imprenditori hanno oggi bisogno, tramortiti da difficoltà che sembrano insormontabili ma anche intenzionati a far di tutto per non mollare e superare anche questa prova. Il merito di aver portato in città Nespoli, impresa tutt'altro che semplice, è tutto dello scrittore Roberto Provana, fratello del vice presidente della Libera, Agostino, che, a quattro mani con l’astronauta, ha scritto il libro «Dall'alto i problemi sembrano più piccoli», dedicato proprio all'esperienza vissuta da Nespoli sulla Stazione Orbitale Internazionale, dove ha lavorato per sei mesi, a 400 chilometri dalla superficie terrestre.

Sebbene, a prima vista, siano due attività completamente diverse, quelle dell'astronauta e dell'imprenditore presentano in realtà più di un'analogia, prima di tutto perché in entrambe ci si mette in gioco personalmente, costretti a fare i conti con se stessi, anche in condizioni estreme: fisiche o psicologiche che siano. «Una delle prime cose che si imparano, già durante la fase di addestramento» spiega Nespoli, «è che la sinergia, il lavorare insieme, garantisce più stabilità e penso che questo possa tornare utile in tutti gli ambiti, non solo nello spazio. L'importante è scoprire i punti di forza di ciascuno, perché debitamente valorizzati, possano essere impiegati in un lavoro di squadra e contribuire nel modo migliore alla buona riuscita di un progetto. Ma, prima ancora, ciò che l’ignoto e l’imprevisto insegnano è la necessità di imparare ad abbandonare i nostri schemi mentali, in quanto, senza l'elasticità e la capacità di rimetterci continuamente in discussione, non possiamo realizzare i nostri sogni, quando sono proprio i sogni a farci superare quelli che pensiamo siano limiti invalicabili e quindi a farci scoprire qualcosa di nuovo di noi stessi. Il futuro è nostro, dobbiamo solo credere nei nostri sogni».

Che il viaggio verso nuove scoperte debba essere prima di tutto interiore lo sottolinea anche Provana: «Gli astronauti si addestrano continuamente e si dedicano a una formazione costante, con grande spirito di abnegazione e flessibilità. La loro esperienza ci insegna che, per risolvere un problema, bisogna trascenderlo, guardarlo dall'alto per coglierne tutti i dettagli. Un insegnamento che può essere calato anche nella gestione di una piccola impresa e, difatti, il nuovo libro riguarderà precisamente il modo in cui tradurre le sfide dello spazio nella quotidianità di un'azienda». All'incontro era presente anche Paolo Castiglioni, presidente di Space Experience, associazione di ricerca scientifica e tecnologica, che ha l'obiettivo di studiare e implementare lo sviluppo, l'applicazione e la divulgazione tecnologica derivante dai settori aeronautico e aerospaziale. Dall'esperienza degli astronauti, trae spunti per specifici programmi di project management e special training e si sta adoperando per fare dell'Italia il Paese modello della riabilitazione degli astronauti.

di Gionata Agisti

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