Centro chiuso al traffico: c’è anche chi dice «sì»

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Un gruppo di commercianti in controtendenza accoglie con soddisfazione il provvedimento della Giunta: «A Cremona gli esercenti non sono solamente quelli del "quartierino" sotto il Torrazzo»

La disposizione dell'Amministrazione comunale per la chiusura del centro al traffico nei weekend dall’8 dicembre al 6 gennaio non verrà ritirata. Il diktat giunge insindacabile dal politburo di piazza Federico II, nonostante le reiterate proteste manifestate nei giorni scorsi da parte di Ascom e Confcommercio. Un provvedimento «tardivo e raffazzonato – come lo aveva definito all’indomani Paolo Mantovani, presidente di Botteghe del Centro – che rischia di vanificare gli sforzi compiuti dai commercianti per rendere l’idea di un centro città facilmente accessibile». Anche la Lega si era messa di traverso definendo «penalizzante per tutto il commercio» la chiusura dei corsi.
Ma, a far da contraltare alle numerose critiche rivolte al fermo della circolazione, si è levato un coro altrettanto consistente di voci nettamente in controtendenza: una trentina di commercianti che, diversamente dai loro “colleghi”, hanno favorevolmente accolto il provvedimento della Giunta. «Siamo entusiasti del provvedimento, e i risultati, anche in termini di “tranquillità” della strada, si sono visti già con il primo weekend di blocco. Si capisce il dissenso manifestato dai commercianti delle associazioni cittadine: ma teniamo a precisare che a Cremona i commercianti non sono solamente quelli del “quadrilatero” all’ombra del Torrazzo, tra via Mercatello, corso Mazzini, via Solferino e Largo Boccaccino. Questi continuano a considerare i corsi cittadini quasi come semplici “riserve di parcheggi” ma per altri sono invece una risorsa.

Gli esercenti sono anche a Porta Romana, in via Ghisleri, o in corso Garibaldi», dove, per inciso, proprio alla fine dell’estate, tramite una raccolta firme depositata in Comune dal comitato Stradivariando, era già stata espresso la richiesta per una grande isola pedonale che partisse almeno dall’intersezione con via Villa Glori, meglio se da piazza Sant’Agata o addirittura da San Luca. «Per mostrare ciò che vendiamo abbiamo bisogno di gente che passeggia davanti alle vetrine, non di auto che sfrecciano senza poter vedere nulla. Forse da questo punto di vista determinati esercenti non hanno problemi, dato che hanno il negozio nelle zone pedonali. Chi ha il negozio in aree pedonali spera che queste vengano aperte al traffico o magari invece è soddisfatto della gente che passeggia, fermandosi a valutare le vetrine? La stessa pedonalizzazione la chiediamo anche noi per i corsi cittadini aperti alle auto: se non totale, almeno nei week end». L’obiettivo per i 30 commercianti in questione, dunque, non è attendere il cliente di passaggio bensì mostrare la propria professionalità e la cura nella scelta della merce proposta. «Proprio dalla professionalità ed alla capacita di unire novità e prezzi accessibili è determinato il volume delle vendite, non dal tempo di chiusura di una strada». Chiusure che, secondo Ascom e Confcommercio, potrebbero determinare confusione e smarrimento tra gli automobilisti. «Anche qui non vediamo il problema – proseguono gli esercenti favorevoli alla chiusura- - Per quanto riguarda la deviazione al parcheggio di Via Villa Glori, abbiamo sentito che rappresenterebbe un intoppo per il traffico, eppure quando avevano chiuso il corso per i lavori il senso di entrata era stato cambiato senza problemi: perché dovrebbe rappresentare un problema adesso? Le associazioni ritengono che questo provvedimento possa vanificare gli sforzi fatti dai commercianti del centro per renderlo più accessibile e, di conseguenza, appetibile. Noi commercianti favorevoli aggiungiamo: siamo sicuri che chi dice di difendere i commercianti del centro lo faccia sul serio?».

di Michele Scolari
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