Paullese: da Dovera a Spino

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Lavori completati entro il primo semestre 2015. Come sarà il secondo tratto prima del ponte sull’Adda
Giovedì, si è aperto il bando di gara per l’ultimo dei due lotti della Paullese che interessano la nostra provincia: il tratto di 7 chilometri che unisce Dovera a Spino d'Adda, fino al ponte. Il cronoprogramma è ottimisticamente serrato e prevede il completamento dei lavori entro il primo semestre del 2015, in tempo per l’Expo milanese. Entro febbraio o marzo dell'anno prossimo vi sarà l'espletamento della gara, mentre la consegna dei lavori avverrà per maggio-giugno, sempre del 2013. Dei 7 chilometri di lunghezza - poco meno rispetto al primo lotto - quattro si mantengono sul tracciato originario, mentre gli altri tre rappresentano una variante. La parte restante del vecchio tracciato sarà declassata a strada comunale di Spino. Non sono previsti sovrappassi ma solo due sottopassi veicolari e uno ciclopedonale, all'altezza del santuario della Madonna del Bosco, nel territorio dello stesso Comune di Spino. Dei due sottopassi veicolari, uno sarà quello di Spino ovest, che avrebbe dovuto essere realizzato dalla Provincia di Milano ma che l'amministrazione provinciale di Cremona ha deciso di accollarsi per dare un'accelerata ai lavori nel tratto milanese. Questi ultimi sono fermi per mancanza di fondi e, in merito, il presidente della Provincia di Cremona, Massimiliano Salini, ha dichiarato di avere pronti dei suggerimenti che verranno esposti nel tavolo della trattativa, a cui parteciperà anche il governo. «Sono convinto che riusciremo a sbloccare la situazione e a garantire un avanzamento dei lavori senza soluzione di continuità, così come anche nel tratto di nostra competenza sarà senza interruzione il passaggio dal primo al secondo lotto. D'altronde, perché l’intero sistema della mobilità funzioni, occorre che, accanto al completamento della Tem e della BreBeMi, venga portato a termine anche l’ammodernamento della Paullese». Per rimanere al tratto DoveraSpino, Salini riconosce che la fase di progettazione non è stata delle più semplici: «A un certo momento, il fatto che i 55 milioni di euro necessari ci siano stati tolti, ha complicato le cose ma, grazie a un’accurata trattativa, siamo riusciti a ottenere dalla Regione 38,5 milioni di euro, mentre da parte nostra ci siamo impegnati a versare la quota restante. Uno sforzo non da poco per le risorse a disposizione di un’amministrazione provinciale, ma siamo riusciti a contenere notevolmente i costi, grazie alla decisione di affidare il lavoro di progettazione alla nostra struttura interna, che ha fatto risparmiare oltre 400mila euro al nostro territorio». Grazie a questa soluzione, oltre al risparmio, si sono potuti ottenere altri due vantaggi: uno sul piano dei tempi, molto più rapidi e l'altro per quanto riguarda la qualità del progetto, data l'esperienza maturata in occasione dell'evoluzione dei lavori per il primo lotto, Bagnolo-Dovera, che ha permesso di evitare il ripetersi di errori. Altro aspetto da segnalare è che, insieme al secondo tratto, verrà avviata anche l'opera di mitigazione dell'intero tracciato, compreso il lotto precedente, per il quale era stata rinviata. La mitigazione sarà caratterizzata da piccoli boschi - come quello che nasconderà il già citato santuario della Madonna del Bosco - da aiuole vegetate, arbusteti e perfino da qualche laghetto.

di Gionata Agisti

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