Cremo, si chiude un anno in chiaroscuro

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La Cremonese saluta il 2012 tra rimpianti e tante incognite future. Dopo l’ennesimo tentativo fallito di raggiungere la promozione in B, punto d’arrivo che rimane al momento più simile ad un miraggio piuttosto che ad un obiettivo concretamente ipotizzabile, in via Persico è tempo di bilanci. L’anno che se ne va ha visto le ennesime rivoluzioni: giocatori, tecnici e dirigenti cambiati, ma, pur cambiando l’ordine degli addendi, il risultato finale non cambia. Quello che doveva essere l’anno della riscossa dopo la vicenda “scommessopoli”, fatta emergere proprio da via Persico, non ha dato i frutti sperati; motivo per cui non resta che vedere la fine di quest’anno come una sorta di grande bivio. La posizione in campionato è deludente, il numero di punti anche, ma la storia di questa stagione è ancora tutta da scrivere. Il Carpi è campione d’inverno, il Lecce che doveva essere la nave da crociera a cui stare in scia ha tirato in realtà i remi in barca, complici i problemi amministrativi interni e le possibilità di poter ancora inserirsi in un posto al sole, volendo, sono concrete. Senza dubbio, per farlo, servirà gente tonica e motivata… in ogni settore. Il Cavalier Arvedi è sempre pronto a rilanciare ed è lecito attendersi un’altra mini-rivoluzione sin dal mercato di gennaio. La fiducia del patron nei confronti di Scienza è a tempo (come lo è stata per chiunque si sia seduto su quella panchina), sebbene il tecnico stia lavorando con serietà e grinta giorno dopo giorno. Quanto ai giocatori, trovata finalmente la soluzione per cedere Riva e Musetti (al Chiasso e al Sorrento), non resta che valutare l’uscita di giocatori motivati più dalla paga di fine mese che dalla voglia di vincere o comunque ben figurare sul campo (Previtali e Bonvissuto in primis); auspicando anche il rientro di elementi cardini (come Fietta) e Minelli, passato da colonna della difesa lo scorso anno a grande punto interrogativo attuale (perché è rimasto se non può giocare?). In avanti, la grinta e l’impegno di Marotta non si discutono (sebbene servirebbe qualche gol in più), in attesa di vedere all’opera il vero Djuric, chiamato ad un girone di ritorno da protagonista per rifarsi di un’andata sostanzialmente fantasma tra infortuni e squalifiche. Non sarà facile trattenere Buchel, talento vero che sembrerebbe far gola a tanti club di B, mentre urge valutare la situazione di Alfonso, il cui rientro entro la fine di questa stagione non è così scontato.

di Matteo Volpi

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