L’Italbici nel 2012 ha dato importanti segnali di risveglio

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Cala il sipario su un’altra stagione di grande ciclismo, che ha messo “in croce” il texano Lance Armostrong, con l’Uci che gli ha cancellato sette Tour de France. Il re e la regina della stagione sono stati l’olandesina “volante” Marianne Vos (25 anni, oro olimpico e campionessa del mondo) e lo spagnolo Joaquin “Purito” Rodriguez, 33 anni, vincitore di due classiche (Freccia Vallone e Lombardia) e unico ad aver conquistato il podio in due grandi corse a tappe: 2° al Giro d’Italia e 3° alla Vuelta. Ripercorrendo il 2012, Maxim Iglinsky ha trionfato alla Liegi, nel giorno della più colossale beffa per Vincenzo Nibali, già vincitore della Tirreno-Adriatico. Dopo uno splendido attacco sulla Cote de la Roche aux Faucons, il siciliano si è spento a un chilometro dall’arrivo ed è stato costretto ad arrendersi alla rimonta dello scaltro kazako. Jacopo Guarnieri (24enne dell’Astana) ha scollinato con i grandi sul Poggio della Sanremo e ha combinato qualcosa di buono alla Tre Giorni di La Panne, dove nella prima frazione ha lottato allo spasimo e per un niente è stato rimontato dall’emergente slovacco Peter Sagan. Tom Boonen ha calato il poker sul pavè e ha eguagliato Roger De Vlaeminck nelle classiche del Nord, infilando un filotto assoluto con le vittorie nel Gp Harelbeke, nella Gand-Wevelgem e poi Fiandre e Roubaix nell’ordine. Male l’Italbici al Giro, vinto dalla sorpresa dal 31enne canadese Ryder Hesiedal. Parla britannico, invece il Tour de France, con Bradley Wiggins in maglia gialla a Parigi e poi oro nella crono olimpica (ma ha vinto pure Parigi-Nizza, Romandia e Delfinato). Ma il 2012 sarà ricordato anche per l’ impresa di Alexandre Vinokourov, capace all’ultima recita di tramortire i britannici e vincere l’oro olimpico nella prova si strada. Rimasta spesso all’asciutto, l’Italia ha dato qualche segnale di risveglio con Enrico Gasparotto, che ha centrato l’Amstel Gold Race, interrompendo il digiuno degli italiani nelle grandi classiche. Poi Marco Marcato ha fatto sua la Parigi-Tours e il bravo Moreno Moser si è portato a casa il Giro di Polonia, rendendo più palpabile la presenza italiana fra i vincitori delle corse che contano. Insomma, il cambio generazionale è in atto e sicuramente presto darà i primi frutti.

di Fortunato Chiodo

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