Tares, i rifiuti diventano un lusso

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Anche produrre rifiuti diventa un lusso per le famiglie italiane: tra le tante novità in arrivo con il 2013, ad aprile si dovrà avere a che fare anche con la Tares, la tassa sui rifiuti e sui servizi che andrà a sostituire Tarsu e Tia e che comporterà dei rincari d'importo variabile da Comune a Comune. Rispetto alla Tarsu, due nuovi parametri aggraveranno il peso della Tares: la tassa dovrà coprire interamente il costo del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti sostenuto dall'ente locale (attualmente le tariffe coprono in media il 79%, con picchi massimi al 91%), ma dovrà anche finanziare i servizi indivisibili forniti dal Comune, ovvero tutti quei servizi per i quali è impossibile stabilire l'utilizzo e dunque suddividere i costi a carico del cittadino, dalla manutenzione delle strade e delle aree verdi all'illuminazione pubblica. Per poter sostenere tale spesa i Comuni potranno applicare alla tariffa, a propria discrezione, un aumento tra i 30 e i 40 centesimi al metro quadro, calcolati sull’80% della superficie calpestabile registrata al catasto. La Tares dovrà essere corrisposta da chiunque possieda, occupi e detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani

Inizialmente prevista in quattro rate con il primo pagamento da effettuarsi a gennaio, l'applicazione della tariffa è stata successivamente rinviata al mese di aprile, mentre la decisione sulle successive viene rimandata agli enti locali. Si tratta però di un allarme solo rimandato, denuncia la Uil, che sottolinea come gli aumenti peseranno in modo particolare sugli esercizi commerciali e sulle famiglie numerose. «Se l'Imu si è rivelata una stangata per i cittadini italiani - ha commentato il segretario confederale Guglielmo Loy -  anche la Tares non sarà da meno».

L'impatto della nuova tassa lo ha calcolato uno studio realizzato da Ref Ricerche e Indis Unioncamere, pubblicato sul Sole 24 Ore. Nei comuni che oggi hanno la Tarsu, spiega l’economista Samir Traini, coautore dello studio, «Il corrispettivo potrebbe subire un incremento, che varia dal 10 al 14%, legato alla necessità di ripianare il deficit di finanziamento del servizio Rsu. L’aggravio sarà più significativo all’aumentare del numero dei componenti del nucleo familiare, con un incremento medio che per le famiglia composte da cinque o più membri pari al 30%. Al contrario, le famiglie poco numerose potrebbero registrare un beneficio e quelle costituite da un solo componente potrebbero risparmiare circa il 3%». Questo, dunque, per quanto riguada i costi legati allo smaltimento dei rifiuti, ai quali vanno aggiunti i costi legati alla garanzia dei servizi indivisibili. In media nazionale, l’incremento stimato per una famiglia di tre componenti è di circa il 14% ma può arrivare al 19% in caso di adozione dell’aliquota massima (0,40 euro/mq). Per questa parte del tributo, nei Comuni che oggi adottano la Tia, gli incrementi saranno più pesanti per i piccoli nuclei familiari, mentre nei Comuni a Tarsu, l’impatto sarà abbastanza omogeneo. Per scoprire quanto valgono i rifiuti dei cremonesi, però, occorre attendere le decisioni dell'amministrazione locale riguardo agli aumenti da applicare.

di Martina Pugno

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