Crema - «Pensionati, abbiamo bisogno di tutti voi»

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I nonni vigile sono sempre di meno, anche se i cremaschi ne vorrebbero di più davanti alle scuole. Critiche e proposte di un veterano.
I nonni vigile si appellano alla disponibilità dei cremaschi perché il loro servizio possa sopravvivere, un servizio che prosegue ormai da una decina d'anni e che in tutto questo tempo ha sempre garantito la sicurezza di molti bambini in entrata e in uscita da scuola. A sollecitare una nuova partecipazione, è stata la lamentela di un genitore, riportata da un quotidiano locale, in cui si denunciava l’assenza del servizio davanti alla scuola materna di San Bernardino. Quella protesta è stata raccolta dai nonni vigile che, tramite un veterano del servizio, Romano Vailati - 76enne, con 12 anni di attività alle spalle - hanno deciso di togliersi qualche sassolino dalle scarpe. «La scuola materna di San Bernardino non è l'unica rimasta scoperta: ci sono anche i quartieri di Castelnuovo, Ombriano e Santa Maria. Nel giro di una decina d'anni, da quando la giunta Ceravolo ha istituito questo servizio, per sopperire alla mancanza di un numero sufficiente di agenti della polizia locale, i volontari non hanno fatto che diminuire. All'inizio eravamo all’incirca in 40, e io ero uno dei promotori; poi, a causa di alcune defezioni dovute all’età troppo avanzata e per via di alcune persone venute a mancare, il nostro organico si è ridotto sempre di più e nessuno ha fatto nulla per rafforzarlo, disinteressandosi della sua sopravvivenza». «Non ci ha pensato la giunta Bruttomesso» continua Vailati, «da noi più volte sollecitata perché ci desse una mano nella ricerca di personale volontario ma che non ci ha mai ascoltato, e non ci ha dato retta nemmeno l'Auser, che non manca di responsabilità, visto che, fin dal primo momento, ha avuto l'incarico dal Comune di gestire il servizio, ricevendo sempre un contributo per l’assicurazione dei volontari. Adesso, ci troviamo a doverci contare sulle dita di una mano: a San Bernardino eravamo in 12 e siamo rimasti solo in 4, per cui abbiamo dovuto scegliere se occuparci della scuola elementare, che richiede quattro turni o della scuola materna, che necessita di due turni. La scelta è ricaduta sulla prima opzione, senza però riuscire a garantire tutti i turni». Racconta sempre Vailati: «A Santa Maria, c’erano 4 volontari e adesso sono in difficoltà, così come a Ombriano e a Castelnuovo. Anche in via Riva Fredda non se la passano bene. Noi per primi riceviamo lamentele da parte dei genitori, che si sono trovati senza più un servizio efficiente davanti alle scuole. Ma anche a loro chiediamo aiuto e collaborazione, perché individuino persone disposte a dedicare una piccola parte del loro tempo a quest’attività. L'attuale amministrazione comunale ha promesso che si sarebbe interessata. Capisco che ci siano problemi più urgenti da affrontare ma può darsi che il nostro appello serva a riportare l'attenzione sul problema». Da parte sua, Romano Vailati dà qualche suggerimento: «Al Comune chiedo di fare un elenco dei pensionati della città e di contattarli, così come era stato fatto ai tempi dell’amministrazione Ceravolo. L’Auser, invece, dovrebbe presidiare maggiormente i circoli e gli oratori, i luoghi che gli anziani frequentano di più».

di Gionata Agisti

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