Ciclismo: i giovani crescono e sperano di sbocciare nel 2013

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La caccia ai soldi distrugge il ciclismo e non favorisce la mondializzazione. Non hanno capito niente. Essere grandi dirigenti significa ragionare su queste possibili aperture e non dedicarsi solo alla ricerca ossessiva del denaro, fatta sulla pelle dei corridori e della salute di questo sport. La storia del grande ciclismo è tutta qui, nei numeri: un 2012 magico per lo spagnolo Joaquin “Purito” Rodriguez, numero uno dell’Uci World Tour (692 punti), davanti al britannico Bradley Wiggins (601), al belga Tom Boonen (410) e a Vincenzo Nibali (40 ). Il tedesco Andrè Greipel ha fatto il pieno con 19 vittorie stagionali tra i velocisti, tallonato ai mozzi dallo slovacco Peter Sagan (16), da Marck Cavendisch (Gbr) e Marcel Kittel (Ger) con 15. ll belga Tom Boonen ha fatto 13, con le vittorie nelle Classiche del Nord: Harelbeke, Gand, Fiandre e Roubaix. Andrea Guardini, appena sotto al podio, occupata la quarta poltrona con 9 vittorie. Wiggins sale sul tetto delle corse a tappe (Parigi-Nizza, Romandia, Delfinato e Tour de France), con una grande impresa realizzata precedendo il suo compagno di squadra del team Sky, Christopher Froome, probabilmente danneggiato dall’obbligo di collaborare col suo capitano. Al campione keniano non resta che impegnarsi per riscattare in pieno il suo prestigio nel corso del 2013, avendo probabilmente la possibilità di battersi per la maglia gialla visto che il capitano sceglierà le strade del Giro. Senza dimenticare lo splendido Vincenzo Nibali, sul podio al Tour e vincitore della Tirreno-Adriatico, il trionfo del canadese Hesjedal al Giro e di Contador (dopo una squalifica) alla Vuelta. Campionato del mondo al belga Philippe Gilbert, autentico protagonista del finale di stagione, mentre Wiggins comanda la classifica fra i cronoman (oro olimpico della specialità) su Luke Durbridge, Fabian Cancellara e Tony Martin. Due italiani fra migliori al mondo: Marco Pinotti e il tricolore Dario Cataldo. Tra gli azzurri, dietro uno stupefacente Moreno Moser, capace di centrare 5 corse al primo anno da professionista a soli 21 anni, troviamo Elia Viviani, decimo con cinque successi stagionali, Diego Ulissi, Sacha Modolo, Fabio Felline, Giacomo Nizzolo, esponenti di una nidiata di baby formidabili. Tra gli stranieri sono sbocciati il tedesco John Dedenkolb, lo statunitense Taylor Phinney, i francesi Arnaud Demare, Nacer Bouhanni e Thibaut Pinot, uno scalatore tosto che ha esordito al tour arrivando decimo in classifica.

di Fortunato Chiodo

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