E' scattato l'obbligo di soccorrere gli animali feriti

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Investire un animale e non soccorrerlo è un reato amministrativo, punibile con sanzioni fino a circa 1.500 euro. Lo dice il decreto del Ministero dei Trasporti del 9 ottobre 2012, n. 217 ("Regolamento di attuazione dell'articolo 177, comma 1, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, come modificato dall'articolo 31, comma 1, della legge 29 luglio 2010, n. 120, in materia di trasporto e soccorso di animali in stato di necessità) pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 289 del 12-12-2012, entrato in vigore lo scorso 27 dicembre. L'obbligo introdotto da questa normativa vale anche per chi trova lungo la strada un animale ferito, anche senza essere l'autore dell'incidente. Il decreto va a modificare ulteriormente il Codice della Strada in chiave animal friendly: infatti, il legislatore ha inserito nell’art. 189 il comma 9-bis che fa obbligo agli utenti della strada, “in caso di incidente da essi provocato e da cui sia derivato danno ad uno o più animali d’affezione, da reddito o protetti, di fermarsi per prestare tempestivo soccorso agli animali investiti, punendone l’inosservanza con il pagamento di una sanzione amministrativa da euro 389 a euro 1.559. La norma pone un obbligo di tempestivo soccorso anche a carico degli utenti che non abbiano determinato l’incidente con il loro comportamento, ma che siano comunque coinvolti nello stesso, sanzionando in questo caso la violazione dell’obbligo di soccorso con una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 78 ad euro 311”.

Chi assiste ad un incidente con soggetto che non opera il soccorso stabilito all’animale ferito, può rilevare il numero della targa del veicolo e ogni altro elemento utile per l’identificazione del mezzo e della persona e segnalare tali dati ad un organo di polizia.

Tuttavia, come spesso accade, nonostante sia stata fatta la legge ancora mancano le strutture atte a supportarla. Lo conferma la dottoressa Laura Mori, veterinaria cremonese. «Nel nostro territorio non esistono strutture veterinarie pubbliche di pronto soccorso, esistono strutture private che ovviamente prevedono il pagamento delle prestazioni mediche effettuate. Ovviamente, non si può pretendere che il medico veterinario possa svolgere un’attività professionale, che gli dà il diritto di farsi retribuire correttamente, in modo gratuito. Questo fa sì che il cittadino sia restio ad ottemperare all’obbligo di soccorso, nel timore di vedersi addebitare le spese veterinarie. Pertanto è necessario chiarire quale sia la procedura corretta da attuare: nel caso in cui si sia coinvolti in un incidente con investimento di un animale o ci si imbatta in un animale necessario di soccorso, è necessario contattare il servizio veterinario locale (negli orari di ufficio risponderà un addetto e negli orari di chiusura è attiva una segreteria riportante il numero telefonico delle urgenze)che si attiverà per allertare la ditta con la quale è in atto una convenzione che provvederà al recupero dell’animale incidentato e al suo trasposto presso una struttura veterinaria sempre convenzionata con l’Asl. Nel caso in cui l’animale sia un selvatico sarà sempre l’Azienda sanitaria locale ad attivare il centro Wwf locale per il recupero. Ovviamente, i tempi necessari ad attivare tutti i personaggi coinvolti dilatano l’attesa dell’animale e del soccorritore. E’ auspicabile che la normativa venga presto integrata da un decreto del Ministero dei Trasporti che perfezioni la disposizione».

di Laura Bosio

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