Perri: «Ricandidarmi? Se me lo chiedono...»

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Un risultato di tutto rispetto per il sindaco di Cremona Oreste Perri, che si posiziona circa a metà classifica (ad esempio, prima del sindaco di Firenze Matteo Renzi) nella "Governance poll 2012", stilata dal Sole 24Ore. Inoltre, Perri  gode dello stesso indice di gradimento del 2011, 52,5%, un punto percentuale in più rispetto al consenso ottenuto il giorno delle elezioni. Un risultato positivo per il primo cittadino cremonese, che per questo ringrazia «chi mi ha dato fiducia, ma anche chi ha lavorato con me, facendo squadra». Secondo Perri, però, non ci si può gloriare guardando solo alle cose fatte: «E' assolutamente indispensabile avere la consapevolezza di quanto ancora dobbiamo affrontare, tenendo presente che ci troviamo in un periodo difficile, a causa della crisi ma anche della situazione della politica nazionale, attraversata da equilibri e squilibri che non fanno certo bene alla politica locale».

Cosa intende dire?

«Che in questo periodo sembra che tutti pensino a stabilire alleanze in funzione della competizione elettorale e non a quello che serve per risolvere i problemi della gente».

 Cioè?

«Dico che è ora di finirla con la politica del compromesso e pensare più al bene comune, ai problemi concreti delle persone. L'amministratore locale deve mostrare la faccia ogni giorno di fronte alle persone che vengono a chiedere aiuto, e non ci sono le risorse sufficienti per rispondere a tutti. E' vero che abbiamo dei servizi sociali molto attenti e tante associazioni di volontariato che ci aiutano moltissimo, ma le cose non possono andare avanti così: non è giusto che il terzo settore debba sostituire il lavoro delle pubbliche amministrazioni perché dallo Stato non arrivano abbastanza risorse. In tutto questo vorrei richiamare la politica al suo ruolo, ossia quello di pensare ai problemi concreti.

Quindi, se pur nella gratificazione di questo riconoscimento, credo si debba ricordare che siamo ancora in salita; per questo auspico che si plachino presto gli appetiti di vittorie elettorali e che ci rimetta a lavorare per risolvere i problemi della gente».

A proposito di elezioni: lei tempo fa dichiarò che non si sarebbe ricandidato per un secondo mandato, poi, in un'intervista successiva, ci concesse il beneficio del dubbio. Qual è la sua posizione odierna, a questo proposito?

«Sto portando avanti il lavoro di giorno in giorno, senza dare nulla per scontato. Inutile pensare al dopo, dal momento in cui, ci sono circostanze, a livello nazionale, per cui il mio mandato potrebbe rischiare di finire anche prima del tempo».

In che senso?

«Che se le maggioranze finiscono con il guastarsi a livello nazionale, si potrebbe creare una spaccatura anche nelle fila della politica locale. Fortunatamente posso contare, nel mio team, su persone che lavorano bene, ma la situazione è precaria».

Al termine del mandato non manca poi molto: non avverte l'esigenza di portare avanti quanto iniziato?

«E' vero, c'è molto da fare, ma non è detto che debba farlo io. Sono capitato in questo incarico con il bisogno di dare il massimo, e voglio uscirne a testa alta, mentre ci sono situazioni che a volte ti portano al limite. Ad esempio, la vicenda dei 32 dipendenti precari che abbiamo stabilizzato, e che potrebbe portare la Giunta di fronte alla Corte dei Conti. Così si passa per quelli che hanno lavorato male, mentre sono tuttora convinto, con quella scelta, di aver fatto del bene».

Tuttavia dopo le elezioni nazionali e regionali sarà quasi inevitabile parlare di amministrative. Se i partiti che oggi la sostengono dovessero chiederle di impegnarsi per un secondo mandato, cosa risponderebbe?

«Se me lo chiedessero sarei pronto a parlarne... ma non ci voglio pensare oggi, perché se si inizia la campagna elettorale un anno e mezzo prima della fine del mandato non si lavora più. Ora è importante portare avanti il nostro percorso, solo alla fine tireremo le somme. Chi pensa ora alla campagna elettorale rischia di esserne condizionato; così come quando si è in gara non si può pensare alla competizione successiva, ma bisogna concentrarsi sul portare a termine quella del momento, allo stesso modo funziona nell'amministrazione».

Cosa vi rimane ancora da fare del vostro programma? Pensate di riuscire a completare tutto?

«Voglio farcela, voglio finire quello che abbiamo programmato anche se nel corso del tempo alcuni obiettivi hanno dovuto slittare».

Vale a dire?

«Ad esempio, abbiamo recuperato le risorse per le piste ciclabili, che la cittadinanza ci chiede da tempo, e per i sottopassi che elimineranno i passaggi a livello. Mentre invece i lavori in via Dante dovranno slittare, perché non abbiamo abbastanza risorse. Abbiamo fatto questa scelta perché per i passaggi a livello abbiamo delle scadenze oltre le quali perderemmo i finanziamenti di Regione e Ferrovie dello Stato. E i 2 milioni che ci mette il Comune diventano 12 milioni di lavori».

Via Dante allora è destinata a restare per sempre così?

«No, chi governerà con il prossimo mandato avrà modo di portare a termine i lavori rimasti fuori: da via Dante alla Strada Sud, che resta un'opera importante per alleggerire il traffico di via Giordano. E non dimentichiamo i lavori per il ripristino degli edifici scolastici, la sistemazione di strade e marciapiedi, ecc».

Secondo l'opposizione non avete fatto abbastanza...

«Abbiamo fatto alcune cose che avevamo nel programma, altre no, ma ne abbiamo anche fatte alcune che non erano in programma, come la pista ciclabile del Bosco. E in ogni caso il mio mandato non è ancora finito, e ho intenzione di lavorare ancora molto. Una cosa è certa: non lascerò buchi in città, e i lavori che hanno preso il via verranno portati a termine. Non lasceremo cose incomplete. Del resto, tante delle cose che siamo riusciti a fare sono state possibili grazie anche al cavalier Arvedi. Siamo stati fortunati ad avere accanto una persona come lui. E' anche vero che la fortuna aiuta gli audaci».

 di Laura Bosio

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