Anche la patente è diventata un lusso?

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Gli iscritti alla scuola guida sono calati del 20% dal 2011 al 2012 e le immatricolazioni del 22, 51%
Non soltanto si acquistano meno auto - lo scorso mese di dicembre sono state immatricolate in Italia 86.735 autovetture, con una variazione di -22,51% rispetto a dicembre 2011, durante il quale ne furono immatricolate 111.928 - ma molti rinunciano pure a prendere la patente. I dati parlano chiaro: il Ministero dei Trasporti ha registrato, per il 2011, un calo del 19 per cento nelle iscrizioni rispetto all'anno precedente, con una perdita di quasi 200 mila patentati. Un dato che, ovviamente, è collegato sia al crollo delle vendite di auto, sia all'aumento del prezzo della benzina, che negli ultimi due anni è stato pari al 40%. Se fino a pochi anni fa, quindi, l'auto era un bene irrinunciabile, e non era infrequente che si possedessero due/ tre per famiglia, oggi molti giovani rinunciano a prendere la patente, o comunque posticipano l'esame finché non hanno assoluto bisogno dell'auto. Lo conferma il titolare dell'autoscuola Bonardi, secondo cui «già da alcuni anni la crisi si sente anche nel nostro settore: molti giovani rinunciano alla patente, oppure aspettano diversi anni prima di farla, mentre un tempo era qualcosa che si cercava appena compiuti i 18 anni». Accanto a questo, a fare la differenza è anche «il forte calo delle nascite a cui da diversi anni stiamo assistendo. Questo comporta un costante calo degli iscritti a scuola guida. Oggi, se non ci fossero gli stranieri, che spesso devono prendere la patente in Italia, probabilmente molte scuole guida avrebbero già chiuso.

Certo, con loro il lavoro è più difficile, perché bisogna anche insegnargli la lingua, ma sono comunque una risorsa preziosa». Ci sono poi coloro che, per risparmiare, scelgono di studiare privatamente, facendo a scuola solo la parte della guida. «Accanto a questo, sono aumentate le spese per le scuole guida, e le normative ci obbligano a cambiare spesso i veicoli, con costi fissi notevoli» conclude il titolare di Bonardi. C’è da dire che il risparmio collegato alla preparazione privata, un tempo significativo, è via via diminuito anche per l'introduzione di nuove regole, a partire dallo scorso maggio. Secondo il codice della strada, infatti, tutti i "patentandi" devono ora frequentare sei ore di guida certificate in un'autoscuola e presentare un ulteriore certificato medico dal costo di circa 50 euro. In questo modo, da privatista si spendono circa 400 euro. Costi troppo alti? «Sempre più persone oggi faticano a pagare, nonostante noi abbiamo tenuto fermo il prezzo delle guide al 1995: allora erano 60mila lire, oggi sono 30 euro» racconta il titolare dell'autoscuola Barboglio. «Ciò nonostante la gente non può più permettersi di sostenere le spese per prendere la patente: si parla di un calo di circa il 20% dal 2011 al 2012; e anche l'inizio del 2013 non è stato roseo da questo punto di vista. Purtroppo la spesa pubblica è ancora troppo alta, la gente deve pagare tasse altissime e la liquidità delle famiglie è sempre più scarsa».

D'altro canto, anche mantenere un'auto sta diventando un vero lusso: «le assicurazioni aumentano ogni anno, quando invece i romeni le fanno al loro paese e spendono un decimo di quanto spendiamo noi. Questo non è normale» conclude Barboglio. A riconferma della situazione, calano anche i trasferimenti di auto usate: a dicembre 2012 sono stati registrati 324.531 trasferimenti di proprietà, con una variazione di -16,08% rispetto a dicembre 2011, durante il quale ne furono registrati 386.710. Nel mese di dicembre 2012 il volume globale delle vendite (411.266 autovetture) ha dunque interessato per il 21,09% auto nuove e per il 78,91% auto usate. Nel periodo gennaio-dicembre 2012 la Motorizzazione ha in totale immatricolato 1.402.089 autovetture, con una variazione di -19,87% rispetto al periodo gennaio-dicembre 2011, durante il quale ne furono immatricolate 1.749.739. Nello stesso periodo di gennaio-dicembre 2012 sono stati registrati 4.125.266 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -9,75 rispetto a gennaio-dicembre 2011, durante il quale ne furono registrati 4.571.182.

di Laura Bosio

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