Cremona - Italia Futura in lista con Monti

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Candidati per la Camera Roberto Dall’Olmo, Alessandra Azzali e Marco Stanga
Un folto pubblico ha partecipato all'incontro, organizzato da Italia Futura lo scorso mercoledì sera in vista delle prossime elezioni politiche, con la presenza del coordinatore provinciale Roberto Dall'Olmo e del suo vice, Gerardo Paloschi. «Tutto è nato dalla consapevolezza che l'Agenda 2013 di Italia Futura ha diversi punti in comune con l'agenda Monti, tanto che la prima è confluita nella seconda per presentarsi insieme alla Camera in un'unica lista civica» spiega Dall'Olmo, che è candidato per la Camera insieme ad Alessandra Azzali e Marco Stanga. «Il nostro impegno, che in questi mesi si sta espandendo e che sta raccogliendo adesioni, è di tipo molto civico e poco politico: in effetti abbiamo preso le distanze dalla politica tradizionale, perché la nostra è una lista civica fatta di persone della società civile». Dall'Olmo non risparmia critiche alla politica che sinora ha caratterizzato il nostro Paese: «Se guardiamo indietro, vediamo l'insuccesso completo della Seconda Repubblica e di chi l'ha costituita. Si sono fatte promesse che non sono state mantenute, e questo ha portato all'affossamento di quell'Italia fatta di gente che si impegna e lavora. Abbiamo sfiorato il tracollo di tutto il sistema. E' ora di lasciarsi alle spalle tutto ciò, e ripartire da alcuni punti fondamentali: dalle liberalizzazioni all'informatizzazione delle pubbliche amministrazioni». Secondo Dall'Olmo, importante anche «valorizzare il lavoro di giovani e donne, che oggi in Italia sono lasciati ai margini. Basti pensare al fatto che ci sono pochi asili, del nostro Paese, e questo non consente di liberare energie positive di una grande componente femminile che oggi è lasciata ai margini, perché il divario tra uomini e donne è ancora molto forte». Risanare i conti pubblici è una delle priorità di Monti e di chi lo sostiene:

«L'Italia ha rischiato il fallimento, e lo spread incide quotidianamente sulla vita di tutti. Accusano Monti di non aver fatto nulla per la crescita, ma in questo anno di lavoro, nonostante una strana maggioranza che non l'ha sostenuto, è riuscito a mettere in sicurezza una situazione che era diventata bollente. Ma è stata sempre la politica a tarpargli le ali quando ha tentato di rilanciare il sistema pubblico. Ad esempio, il taglio delle Province non è passato perché il Parlamento non lo ha permesso, eppure i tagli alla spesa pubblica oggi sono indispensabili. Oggi c'è ancora un proliferare di burocrazia e di istituzioni che non avrebbero senso di esistere, come i piccoli comuni. Si tratta di strutture che vanno accorpate, e su questo dovrà lavorare il Governo». Anche l'occupazione sarà una priorità da affrontare al più presto. «Si deve partire a monte, riformando scuola e università e avvicinandole al mondo del lavoro, ma soprattutto all'Europa: in Italia, infatti, abbiamo ancora il grosso gap della scarsa conoscenza delle lingue straniere, che certo non spinge verso un'ottica europeista, che è invece quella che Monti vuole raggiungere» conclude Dall'Olmo. «Bisogna tornare a premiare il sistema del merito, mentre oggi in Italia si vive sulle raccomandazioni e sulle conoscenze, in un sistema che non permette di valorizzare le grosse ricchezze umane del nostro Paese».

di Laura Bosio

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