Cremona non rinuncia al benessere

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Nonostante la crisi, ci sono alcuni settori in cui la situazione ha segno positivo: ad esempio, quello legato al benessere. Il dato emerge da una elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del registro delle imprese al terzo trimestre 2012 e 2011 e sulle iscrizioni del 2012 relative alle sedi di impresa e alle ditte individuali che abbiano come attività principale quella di centri servizi per il benessere fisico. Dati secondo cui a Cremona si è verificato  un incremento di imprese del settore pari al +33,3%, nel giro di un anno. Stesso dato a Mantova, seguita poi da Brescia (+23,1%) e Sondrio (+22,2%). Insomma, se si diminuiscono i viaggi, i week end fuori porta e addirittura alcuni consumi alimentari, i lombardi non rinunciano a prendersi cura di sé, a regalarsi un piacevole pomeriggio in un centro benessere o un massaggio tonificante e rilassante.

In particolare spicca, tra queste nuove imprese, la prevalenza di quelle i cui titolari sono cinesi: del resto, in Cina la cultura del benessere fisico è profondamente radicata. Delle iscrizioni avvenute in Lombardia nei primi nove mesi del 2012, più della metà sono infatti intestate a piccoli imprenditori cinesi (91 su 138, 65,9% del totale).  Il fenomeno è rilevante soprattutto nelle province di Lecco e Lodi (100% delle piccole imprese nuove iscritte nel settore), Mantova (83,3%)  e Milano (78,6%), mentre è Sondrio la provincia in cui la “colonizzazione” cinese del comparto risulta nulla. E la specializzazione orientale nei trattamenti estetici e rilassanti trova conferme anche a livello nazionale, con il 56,3% delle iscrizioni totali.

«Si tratta di un mercato che non sta subendo la crisi» spiega Nevio Mainardi, responsabile del settore Medicina e Benessere della Cna. «Quello del benessere è un mondo variegato, che comprende acconciatori, saloni di bellezza, centri massaggi, estetisti e via di seguito. Come molti non rinunciano alla cena fuori - e infatti quello della ristorazione è un altro dei settori che sente poco la crisi - anche la cura del proprio corpo è tra le attività su cui gli italiani non vogliono fare troppi tagli». Tuttavia bisogna stare attenti, perché dietro tante nuove aperture a volte si nascondono dei problemi: «Se è vero che molte imprese hanno i requisiti giusti, è anche vero che vi sono quelle che aprono senza rispettare le prescrizioni di legge. Per questo le associazioni di categoria esortano costantemente le autorità, e soprattutto i Comuni, a controllare bene i requisiti professionali di chi fa richiesta per avviare un'attività di questo tipo. Nel mondo dei massaggi, dell'estetica, del tattoo e del piercing non è infatti raro trovare irregolarità, soprattutto da quando le liberalizzazioni hanno aperto a tutti tale mercato».

C'è poi l'altro grande problema, che Cna denuncia da tempo: quello di tutti quei lavoratori del settore che svolgono in nero la propria attività, ricevendo in casa, senza ovviamente pagare le tasse. «Spesso, anche a causa dei costi sempre più alti che il negoziante è costretto a sostenere, ci sono molti professionisti del settore che provano ad aprire un negozio, ma che finiscono per chiuderlo subito dopo, in quanto non riescono a sostenere le spese» spiega Mainardi. «Questi professionisti, spesso, continuano in nero il proprio lavoro, danneggiando così chi invece paga tutto fino all'ultimo centesimo, e lavora regolarmente».

di Laura Bosio

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