Cremona - Udc, è bufera sulla candidatura di Vitali

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Acque agitate nell'Udc, dopo la decisione di Roberto Vitali, rappresentante del partito in Consiglio comunale a Cremona, di candidarsi nella lista civica di Gabriele Albertini per le elezioni regionali. Una decisione stigmatizzata da parte dei vertici locali, come sottolinea il segretario provinciale Giuseppe Trespidi, secondo cui «con la sua scelta Vitali ha deciso autonomamente di non far parte della squadra che rappresenta in Consiglio comunale». Non è piaciuta per niente la scelta di Vitali di non presentarsi nelle liste dell'Udc. «Abbiamo la nostra lista e ci presentiamo con il nostro simbolo, pur sostenendo Albertini, e Vitali avrebbe dovuto aderire a questo progetto, essendo rappresentante del partito. Avendo scelto invece di candidarsi in autonomia, avrebbe dovuto prima dimettersi dal partito e dal suo incarico in Consiglio comunale, invece di giocare ai sotterfugi e fare le cose di nascosto».

Duro l'attacco di Trespidi, che ora chiede a Vitali di dimettersi spontaneamente dalla rappresentanza in Consiglio comunale. «L'Udc non lo riconosce più come proprio rappresentante, e visto che lui non vuole dimettersi, siamo rimasti senza una rappresentanza in Comune. Sono sempre stato contrario al cambio di casacca durante la corsa, e quello che chiedo a Vitali è semplicemente di essere coerente. Chi si è messo a servizio di Monti e Albertini vuole, tra le altre cose, proprio cambiare questo modo "comodo" di fare politica, ma l'atteggiamento di Vitali non è certo un esempio di buona politica». Dal canto suo, il diretto interessato rispedisce tutte le accuse al mittente. «Dimettermi dall'Udc? Non ne ho alcuna intenzione» dichiara. «La mia candidatura è stata richiesta dallo stesso Albertini durante un incontro svoltosi a Milano. E del resto lo stesso Casini non è candidato per l'Udc, ma nella lista di Monti. Mi sembra un atteggiamento ipocrita, questo, da parte della politica: si dice tanto che non bisogna improntare tutto sulle decisioni delle segreterie, poi però se uno decide in autonomia viene osteggiato».

Vitali conferma quindi la sua adesione al partito. «Non ho certo cambiato bandiera. E del resto l'Udc appoggia Albertini, proprio come sto facendo io. Il vero problema è che la segreteria del partito vorrebbe che i voti arrivassero all'Udc». Vitali contesta anche le accuse di poca coerenza. «Sono sempre stato coerente, e anche con questa candidatura lo dimostro. Se fossi stato in Trespidi, invece di arrabbiarmi avrei visto questa situazione come un'opportunità di avanzamento rispetto al fatto che viene valorizzata una forza cremonese. Se invece da parte della dirigenza c'è invidia e astio, voglio ricordar loro che questa rabbia danneggia il partito e la politica. E non mi vengano a dire che dovevo candidarmi con la lista di Cremona, visto che l'Udc cremonese non mi ha mai chiesto di rendermi disponibile per una candidatura». Vitali risponde anche alla Lega, che nei giorni scorsi ha affermato che Perri non ha più la maggioranza in consiglio comunale. «Non ho mai voltato le spalle al sindaco, né ho dichiarato di volerlo fare. Ho sostenuto Perri fin dall'inizio, anche se spesso con posizione critica, e non intendo cambiare idea. Continuerò a sostenere questa Giunta e questa maggioranza, anche se l'Udc non mi riconosce più».

A maggior ragione, dal momento in cui «lo stesso Casini mesi fa ha azzerato i vertici dell'Udc, annunciando lo scioglimento del partito. Sicuramente dopo le elezioni si cercherà di ricomporre le cose, cercando di creare un centro più ampio, proprio grazie a Monti e Albertini». E Vitali approfitta per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, ricordando che alle elezioni amministrative «sono stato io ad andare in giro a promuovere il partito, ad affiggere i manifesti, a parlare con le persone. Se qualcuno deve dare le dimissioni, quello è lo stesso Trespidi, che a Crema non ha neppure ottenuto il consigliere comunale. Quindi se io devo qualcosa al partito, è altrettanto vero che il partito deve qualcosa a me. Ho possibilità concrete di arrivare in Regione, perché nella nostra provincia gli eletti saranno tre»

di Laura Bosio

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