Ciclismo: il rieletto Di Rocco punta al rilancio della pista

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Renato Di Rocco è stato confermato per la terza volta alla presidenza della Federciclismo fino al 2016. Ha vinto alla prima votazione con 144 dei 257 voti, superando di poco (2 voti) il 55% che gli serviva. E’ andata un po’ come era nelle aspettative: Di Rocco, 66 anni romano, prese il posto di Gian Carlo Ceruti nel 2005, era l’unico candidato solido. Per Di Rocco sono risultati decisivi i voti degli atleti e dei tecnici. «Mi aspettavo un consenso più ampio, ma negli ultimi tempi abbiamo preso decisioni forti e impopolari - dice il presidente confermato - vogliamo dimostrare che il ciclismo non è solo doping, ma uno sport straordinario per tutti i bambini. Il nostro impegno principale, nel quadriennio sarà a sostegno delle società, a facilitare l’attività giovanile, con progetti dei velodromi di Treviso e di Milano-Assago da completare per il rilancio della pista». Al congresso di Levico Terme (Trento) Di Rocco ha distanziato cinque dirigenti: Davide D’Alto, milanese ha raccolto 41 voti, Rocco Marghegiano, presidente della Fci piemontese 39, Claudio Santi, piacentino e organizzatore della Sei Giorni delle Rose di Fiorenzuola d’Arda 18, Gianni Sommariva,  bergamasco e organizzatore della Settimana Lombarda 6, Salvatore Bianco, leccese e presidente della Fci pugliese 2. Cinque le schede bianche e due nulle. Questo il nuovo consiglio federale: presidente Renato Di Rocco, vicepresidenti Daniela Isetti (vicario), Giovanni Duci e Michele Gamba. Consiglieri: Igino Michieletto, Renato Riedmuller, Corrado Lodi, Camillo Ciancetta, Giovanni Vietri. Rappresentanti atleti: Noemi Cantele e Andrea Tiberi. Presidente Corte federale Jacopo Tognon, presidente Commissione Claudio Vallorani, presidente Revisori dei Conti Simone Mannelli.

LE MAGNIFICHE 22 DEL GIRO Completata la rosa delle squadre ammesse al 96° Giro d’Italia, che scatterà da Napoli il 4 maggio e si concluderà a Brescia il 26. Corsa rosa che vedrà al via 22 squadre di 9 corridori (198 in totale). Giro che ha puntato ancora all’italianità, con un panorama tecnico non abbondante e una scelta felice: in tempi di crisi economica stagnante, si garantisce un futuro alle nostre squadre. Questi i team ammessi, con le punte di ciascuno (al momento sicure): Ag2r La Mondiale (Pozzovivo, Betacur), Astana (Nibali, Fuglsang, Brajkovic), Bmc (Phinney), Cannondale (Basso, Viviani, Moser), Euskaltel (S. Sanchez), Fdj (Demare), Blanco-Ex Rabobank (Gesink), Garmin-Sharp (Hesjedal, Farrar), Lampre-Merida (Scarponi, Petacchi), Lotto-Belisol (Greipel), Movistar (Capecchi, Visconti), Omega Pharma- Quick Step (Cavendisch), Orica-Greendedge (Goss), Radioshack-Nissan (Cancellara), Team Sky (Wiggins), Argos-Shimano (Kittel), Saxo Bank- Tinkoff (Kreuziger, Bennati), Vacansolei-Dcm (Rujano), Vini Fantini-Selle Italia (Garzelli, Gatto, Rabottini, Chicchi ), Bardiani-Csf (Modolo, Battaglin, S. Locatelli), Androni Giocattoli (Pellizotti, Sella, Felline), Team Colombia (Duarte, Atapuma, Chaves). Un cast di attori destinato ad arricchirsi, visto che al momento la Katusha di Joaquin “Purito” Rodriguez è esclusa dal World Tour per motivi etici.

di Fortunato Chiodo

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