Cremona - Ma cosa stiamo respirando?

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Siamo terzi, in Italia, per le polveri sottili nell’aria.
L'aria a Cremona è irrespirabile. Se non bastasse il dato ricavato dalle centraline di rilevamento delle Pm10 posizionate in città, che hanno già rilevato 13 superamenti della soglia di attenzione (pari a 50 microgrammi per metro cubo) dall'inizio dell'anno, ora lo conferma anche la classifica stilata nell'ambito del rapporto Mal'aria di Legambiente, che posiziona la nostra città al terzo posto tra quelle più inquinate del Paese. E' vero che, nel corso del 2012, in tutte le principali città italiane sono stati superati i livelli di polveri fini (Pm10), e sono 52 quelle che hanno superato il bonus di 35 giorni di superamento del valore medio giornaliero. In questa poco invidiabile classifica, Alessandria, Frosinone e Cremona sono le prime città classificate, rispettivamente con 123, 120 e 118 giorni di superamento. Ma, più in generale, è l’area della Pianura Padana a confermarsi come la zona più critica, con 18 città tra le prime 20 posizioni, ubicate in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Veneto. Purtroppo Cremona detiene una posizione piuttosto elevata anche nel superamento delle polveri Pm2,5, ancora più infide delle Pm10: la nostra città si classifica infatti all'ottavo posto, con un valore medio annuo di 31 microgrammi per metro cubo.

A questo proposito, pero', si puo' osservare che, per ora, sono ancora poche le città che provvedono a rilevare tale valore (42 in tutto) e che quindi si tratta di una classifica parziale. Se l’emergenza smog nei centri urbani scatta soprattutto nei mesi invernali, anche i mesi più caldi dell’anno non sono immuni da questo problema. In particolare, durante il periodo estivo raggiunge valori elevati la concentrazione di ozono, per la quale Cremona si colloca al 13esimo posto, con una media di 71 superamenti annui della media mobile su 8 ore di 120 µg/m3. Una situazione decisamente preoccupante, quindi, quella del nostro territorio, che e' interessato da diversi tipi di inquinanti. «L'Oms ha fatto un'indagine sulla Pianura Padana, stimando 7.200 morti l'anno a causa dello smog» spiega Benito Fiori, portavoce del gruppo AmbienteScienze di Cremona. «Con tutto questo, abbiamo un registro tumori che è fermo al 2006 perché c'è solo una persona destinata a occuparsene, e mancano tutti i dati più recenti». Insomma, potrebbe profilarsi un serio problema di salute, legato alla concentrazione eccessiva di inquinanti.

«E' chiaro che nelle zone in cui vi è alta concentrazione di insediamenti industriali e una conformazione geografica che non permette ricambio d'aria, il problema è più sentito» spiega Fiori. «Infatti Frosinone, che è al secondo posto, ha delle caratteristiche molto simili: si trova nella valle del Sacco ed è attorniata da un grande cementificio e da due inceneritori». Una critica anche a Regione Lombardia, che ha fatto un Piano regionale senza tenere conto dei dati più attuali. «Le istituzioni danno un'interpretazione dei dati meno allarmante possibile, mentre invece ci troviamo in una situazione che è decisamente preoccupante e che impone riflessioni serie» dice Fiori, che con AmbienteScienze e il Politecnico sta organizzando, per il 9 febbraio, un convegno sul tema delle Smart Cities. «Si tratta di città che in Europa hanno fatto tantissimo per coniugare innovazione, ambiente e qualità della vita» spiega Fiori «ma che in Italia ancora non si sono diffuse, nonostante che possano rappresentare una strada per la riduzione dello smog». Per rispondere all'emergenza inquinamento anche Legambiente lancia le sue proposte, emerse recentemente nel corso degli Stati Generali della bicicletta e della mobilità nuova, che puntano a inserire strumenti di moderazione del traffico e della densità di autovetture (limite a 30 km/h in tutto il centro urbano con esclusione dei principali assi di scorrimento, road pricing e ticket pricing, ridefinizione degli spazi urbani a vantaggio del trasporto collettivo e di quello più lento).

di Laura Bosio

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