Cremo, un altro passo indietro

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Tutto da rifare, per l’ennesima volta. Ogni volta che la Cremonese prova a guardare in alto, si ritrova, irrimediabilmente, tre passi indietro. La sconfitta di Salò, in un campo buono per l’Eccellenza e contro un avversario del tutto abbordabile, i colori grigiorossi hanno vissuto un’altra giornata di incredibile sofferenza. Un’altra pagina da cancellare in fretta di una storia di cui fatichiamo, giorno dopo giorno, a capirne la trama. Nonostante i soldi sborsati da Arvedi, le infrastrutture all’avanguardia, gli allenatori cambiati, potenziali dirigenti di prima fascia per la categoria e giocatori di nome e spessore (almeno sulla carta), siamo qui a commentare l’ennesima stagione senza né capo né coda. Anche quest’anno la Cremonese giocherà per salvarsi, coprendosi quasi di ridicolo rispetto ai proclami di inizio stagione e regalando un’altra feroce pugnalata allo stomaco dei sostenitori più accaniti. I bonus sono finiti e con loro probabilmente anche eventuali sogni di gloria, ma a nostro avviso non è giusto che mister Scienza paghi per tutti. Il tecnico ha senza dubbio sbagliato alcune scelte, ma è uomo di lavoro e abnegazione, a differenza di alcuni giocatori venuti a Cremona, puntando soprattutto al congruo stipendio di fine mese. Alcuni parlano di un possibile ritorno di mister Brevi, ma l’impressione è che nemmeno Mourinho o Guardiola (Conte e gente analoga la citeremo quando avranno vinto almeno la metà dei trofei di questi ultimi due…) riuscirebbero a far molto meglio, potendo contare su gente svogliata e così poco attaccata alla maglia. Di cuore in campo se ne vede davvero poco, indipendentemente dagli interpreti e questo fa sì che si possa fare bene contro squadre importanti e sotto i riflettori come il Lecce e al tempo stesso sciogliersi come neve al sole contro il Feralpi Salò. Ora però il tempo passa inesorabile e non crediamo che l’Eusepi di turno possa cambiare le sorti di una stagione ancora una volta tanto illusoria quanto nociva.

di Matteo Volpi

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