La Cremo si aggrappa a Simoni

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Bentornato caro vecchio Gigi. Simoni il grande, quello dell’anglo-italiana e dello scudetto scippato all’Inter, torna in via Persico nelle vesti di direttore tecnico. Sarà lui, dunque, a supervisionare l’operato di Zocchi (sin qui decisamente da rivedere...), a valutare il da farsi sul mercato e provare a fare tornare la Cremona calcistica nella dimensione che merita. Una sorta di salvatore della patria, sebbene nelle vesti dirigenziali. Ma andiamo con ordine. Tutto è accaduto nella giornata di martedì scorso, giorno nel quale Simoni, oltre a festeggiare i 74 anni, ha incontrato Giovani Arvedi per ascoltare l’ennesima corte del patron grigiorosso e alla fine l’accordo è arrivato. Simoni torna dunque in sella per dare una mano a quella Cremonese che lo rese così famoso con il compito, di fatto, di fare da consulente diretto al patron grigiorosso, formalmente come direttore tecnico. In buona sostanza un ruolo simile a quello che qualche anno fa fu ricoperto da Randazzo. Gente di esperienza, che non intende arricchirsi sulle spalle di Arvedi, ma vuole principalmente il bene dei colori grigiorossi. A Simoni spetterà anche l’ingrato compito di supervisionare queste ultime giornate di mercato, sfruttando anche la domenica di pausa prevista dalla Lega Pro, ma soprattutto quello di fare da tramite tra la proprietà e la squadra, ruolo troppe volte lasciato scoperto e invece di importanza cruciale per tutto l’ambiente. Quanto ai giocatori, in attesa che Eusepi finisca di sfogliare la margherita (e questo la dice già lunga sulle motivazioni del giocatore...), la figura di Simoni speriamo serva a responsabilizzare i nuovi e al tempo stesso a tenere certi “furbetti svogliati” lontani da via Persico. La chiamata di Simoni è da intendersi come un segnale importante, l’ennesimo, attraverso cui il Cavalier Arvedi vuole rilanciare la sua avventura in grigiorosso, senza darsi per vinto e “rimbalzando” le stupide preghiere di tanti tifosi che vorrebbero che si levasse di torno. Ma dico: dove lo troviamo un presidente come Arvedi con i tempi che corrono?
Ora però serve coerenza nell’operato e basta sperperi, di certo dare retta ad un uomo vero ed esperto come Simoni potrà consentire allo stesso presidente di fare meno errori di valutazioni su cifre e uomini e, perché no, un po’ di pulizia all’interno di un ambiente societario in cui da troppo tempo c’è poca chiarezza.

di Matteo Volpi

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