La crisi mette a dieta gli italiani

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La crisi fa dimagrire. Lo dice il dato registrato da un'analisi di Coldiretti, secondo cui, per la prima volta dopo 20 anni, l'obesità risulta essere in calo. La situazione resta preoccupante per il 56,2 per cento di uomini ed il 36,1 per cento di donne, ma in Italia, nell’ultimo triennio si è registrato un significativo calo del numero di cittadini in sovrappeso:  mezzo punto percentuale, con oltre 250mila persone.  La  bilancia - continua la Coldiretti - conferma dunque i dati sul calo dei consumi alimentari degli italiani:  una riduzione dello 0,6 per cento nel commercio alimentare al dettaglio che risparmia solo i discount, in aumento dell’1,6 per cento nei primi undici mesi del 2012 secondo l’Istat.

«Il tema del cibo, e di conseguenza della lotta all’obesità, a partire da quella infantile, è da sempre molto presente nell’azione di Coldiretti» sottolinea Simone Solfanelli, direttore di Coldiretti Cremona. «Proprio nella nostra provincia, nell’ambito del progetto didattico “Educazione alla Campagna Amica” che ormai da anni ci conduce nelle scuole, abbiamo dato vita ai percorsi che chiamiamo “Agribenessere, a Scuola di Salute”. Tra le proposte che rivolgiamo agli alunni più piccoli c’è, in particolare, il percorso “Obesità? No, grazie”, nel quale analizziamo con i bambini i corretti comportamenti a tavola, dando alcuni utili ‘consigli del benessere’, evidenziando il valore della stagionalità, sottolineando ad esempio l’importanza di scegliere una merenda a base di frutta, e di optare per i prodotti del territorio, garantiti personalmente dagli agricoltori. Gli incontri a scuola possono proseguire, se le classi sono disponibili, con una visita nelle aziende agricole, o ai Mercati di Campagna Amica”.

Dietro l’inversione di tendenza in fatto obesità, si può leggere anche la difficoltà di tante famiglie di fronte alla crisi, con conseguenti ‘sacrifici’ anche a tavola: «Ben sei italiani su dieci, il 61%, hanno tagliato il carrello della spesa per effetto dell’aumento dei prezzi e del crollo del potere d’acquisto» continua Solfanelli. «La crisi, con aumenti record a partire dai prezzi dei prodotti energetici come benzina e gasolio, ha certamente ridotto le disponibilità delle famiglie anche per l’acquisto di alimenti.  Ben il 62 per cento degli italiani va a caccia di offerte speciali tra le corsie dei supermercati più che in passato, mentre circa la metà dei consumatori (49%) fa la spola tra diversi negozi per confrontare i prezzi più convenienti».

Secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ismea-Gfk-Eurisko relativi ai primi nove mesi del 2012, a cambiare è stato anche il menu degli italiani, che hanno portato in tavola più pasta e gnocchi (+1,1 per cento) o uova (+0,4 per cento) e meno pesce fresco (-3,4 per cento), vino (-3 per cento), frutta (-1,9 per cento) e carne (-0,4 per cento). «Come Coldiretti» rimarca Solfanelli «abbiamo da tempo denunciato il pericolo che le difficoltà economiche delle famiglie si traducano in un abbassamento della qualità dell’alimentazione, con un aumento negli acquisti di prodotti low cost spesso di origine incerta. Non a caso, le frodi a tavola si sono moltiplicate nel tempo della crisi. Una risposta è il nostro impegno ad accorciare la filiera, creando sempre maggiori occasioni di incontro diretto tra i cittadini e gli imprenditori agricoli, eliminando tutte quelle intermediazioni che allargano la forbice dei prezzi dal campo alla tavola».

di Laura Bosio

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