La storia artistica di Wlady Sacchi in mostra

+ 33
+ 21


Questa sera alle ore 17 negli spazi del chiostro del teatro San Domenico a Crema, si apre con l’inaugurazione ufficiale una nuova mostra del pittore cremasco Wlady Sacchi. Ogni anno Sacchi presenta una sua mostra, ma stavolta si tratta di una’esposizione particolarmente importante perché raggruppa quadri (una sessantina) che illustrano la sua opera di artista a partire dagli inizi dei primi anni Sessanta fino agli ultimi anni: una mostra antologica. «Wlady Sacchi è un pittore che onora il suo mestiere in una sintesi mirabile fra tradizione e modernità», ha citato Giovanni Marotta, presidente della Fondazione S. Domenico, presentando l’artista - con una grande padronanza tecnica ma anche con una lettura profonda della realtà”. Wlady Sacchi, da parte sua, ricorda le tappe principali della sua (lunga) carriera di artista, dalla prima controversa mostra a Crema, alle importanti mostre a Milano o a Bergamo, per citare le più note. Questa mostra antologica infatti vuol essere l’illustrazione di un sogno d’artista durato decenni, che è riuscito a fare della sua vita un’esperienza unica in grado con la sua arte di rivelare “arcani messaggi o qualche verità da lasciar trasparire dalle pieghe dell’apparente insignificanza delle cose” (Mario Marubbi). Le ultime opere di Sacchi, infatti, dipingono un presente pieno di rottami, di bidoni vuoti, un paesaggio degradato per mostrare il pari degrado della società consumistica, specchio della (irreversibile) decadenza artistica e morale. L’atto creativo, così, in Wlady Sacchi, non è mai scindibile dall’impegno civico.

di Tiziano Guerini

Segnala questo articolo su