Casalmaggiore - Benvenuti all’oasi Lancone. Sbarrata

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Ospita una preziosa riserva naturale a Gussola. La Provincia ha finanziato sentieri, è consentita la pesca ma la proprietà ha chiuso l’accesso.
Proprietà privata e interesse pubblico. Sappiamo che le due esigenze spesso mal si conciliano, e c’è un caso che lo può ben testimoniare. Accade a Gussola, ma la possiamo considerare una situazione emblematica quando parliamo di aree di interesse naturalistico che però sono di fatto private. A Gussola esiste l’oasi Lancone, una vasta area che inizia ai confini dell’abitato, appena al di là dell’argine maestro, e si prolunga per tre chilometri sino al fiume Po. E’ un’area di protezione della fauna, che ospita alcuni sentieri realizzati per facilitare le visite, serve per arrivare al pennello d’accesso dell’isola Maria Luigia, importante sito ornitologico, ed in zona Valloni il boschetto con essenze autoctone piantato dalla Lipu. Senonché... nessuno ci può arrivare, perché da qualche tempo i proprietari hanno realizzato una cancellata in ferro supportata da due pilastri in cemento all’inizio della lanca, o laghetto. Dopo la posa della cancellata, qualcuno entrava ugualmente nell’area costeggiando la riva, anche perché, va detto, è proibito pescare all’esterno della lanca.

Quindi si aggirava l’ostacolo portandosi sulla riva che costeggia la strada, l’unica da cui sia consentito pescare. Probabilmente però si è verificato qualche episodio di furto o di vandalismo all’interno della proprietà, il che ha portato alla drastica decisione dell’azienda di togliere ogni possibilità di passaggio anche in bici o a piedi. Infatti recentemente è stato realizzato, a partire dai pilastri sino all’ingresso in acqua, un doppio muretto con inferriata superiore. Di fatto è ormai impossibile accedere all’area. E diventa quindi beffardo visitare siti della Lipu o del Gal Oglio Po che danno indicazioni sulle bellezze dell’oasi e sui sentieri da percorrere, rimandando per le visite all’ufficio turistico. Il Lancone di Gussola è un'Oasi di protezione della Fauna istituita dalla Provincia di Cremona ai sensi della legge regionale sull'attività venatoria. Nel Settembre 1995 la Giunta della Regione Lombardia ha istituito la Riserva naturale del Lancone di Gussola, a tutt'oggi ancora non approvata dal Consiglio regionale. Dal 1999 la LIPU ha stipulato una Convenzione con la Provincia stessa per la redazione del Piano di gestione.

Sulla vicenda si sta per scatenare uno scontro politico acceso, che con ogni probabilità sarà aperto dal prossimo consiglio comunale, come afferma il sindaco Marino Chiesa: «Sì, lo faremo certamente in attesa di poter avere a disposizione una precisa valutazione fatta dall’ufficio tecnico. Da lì valuteremo se l’intervento sia stato lecito o meno, cosa che oggi non mi sento in grado di affermare». La beffa è che la Provincia ci ha messo pure dei soldi per valorizzare l’oasi, come conferma Giovanni Leoni, assessore al governo del territorio della Provincia di Cremona, e che è stato il predecessore di Chiesa come primo cittadino gussolese. «La Provincia ha reperito finanziamenti – afferma Leoni – destinati a quell’area, il che dimostra una forte attenzione cui fa da contraltare, da parte dei proprietari come sempre in questi casi, la paura di subire vincoli. Questo non è un parco regionale, sono i comuni a regolamentarlo, l’ideale in questi casi sarebbe, già in sede di progetto, trovare un accordo per l’utilizzo». A sollevare la questione è stato Sante Gerelli (Sinistra Ecologia e Libertà), che sottolinea:

«Da tempo chiedo accesso a documenti che mi sono negati, in particolare il progetto del 2008 sulla costruzione della cancellata, il parere in merito dell’ente giuridico preposto, l’esito del sopralluogo effettuato e come intenda il comune far rispettare il regolamento attuativo del sito Natura 2000». Secondo Gerelli le costruzioni in cemento sono espressamente vietate dai regolamenti, ed inoltre lamenta il fatto che la bacheca posizionata dalla Provincia che segnalava l’oasi e i suoi contenuti sia stata rimossa: si trovava proprio a pochi passi dalla cancellata. «A tutti i cittadini deve essere permesso di percorrere la strada e fermarsi a pescare». «Gerelli nasconde una cosa – ribatte Leoni – cioé che che nel 1999, quando al governo di Gussola c’era la sinistra, il Comune investì 80 milioni avviando la procedura di esproprio senza un accordo bonario». Soldi buttati via secondo l’ex sindaco, che ancora oggi siede in Consiglio. Nella prossima seduta è facile ipotizzare un confronto infuocato.

di Vanni Ranieri

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