M’illumino di meno, un venerdì a luci spente

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Dalle 18 alle 19.30 l’invito a spegnere l’illuminazione e gli elettrodomestici, per sensibilizzare contro lo spreco energetico.
Tutta Italia nella giornata di venerdì s'illuminerà di meno: dopo una globale giornata dedicata all'amore romantico in occasione di San Valentino, sarà l'amore per il pianeta e per l'ambiente il protagonista del successivo venerdì 15 febbraio, dalle 18 alle 19.30. Torna infatti anche quest'anno l'iniziativa "M'illumino di meno", lanciata per la prima volta nel 2005 dalla trasmissione "Caterpillar", condotta da Massimo Cirri e Filippo Solibello su Rai Radio Due. La campagna vuole sensibilizzare nei confronti del risparmio energetico e si svolge ogni anno intorno al 16 di febbraio, data di approvazione del Protocollo di Kyoto. Diventato ormai un appuntamento di carattere nazionale, "M'illumino di meno" vede l'adesione di un numero crescente di Comuni, enti pubblici e privati, ma anche dei singoli cittadini, invitati per una giornata a spegnere o abbassare le luci. Complice il carattere ironico degli slogan che nel corso degli anni si sono legati al progetto (da "Yes we spegn” a “Liberté, égalité, risparmieté”), le adesioni si sono fatte via via crescenti, non solo da parte delle pubbliche istituzioni, ma anche del mondo della cultura e dello spettacolo: ad avere realizzato video di sensibilizzazione sul tema sono stati quest'anno, tra gli altri, Claudio Bisio, Giulio Scarpati, Giovanni Soldini, Riccardo Iacona, don Andrea Gallo, Luca Mercalli, Renato Mannheimer. Milano, Bologna, Firenze, Torino, Bari, Padova, Agrigento, Genova, Pisa e Matera sono tra le più grandi città che venerdì spegneranno le luci sui propri monumenti celebri per un silenzio energetico che vuole far riflettere sull'uso e sulla produzione dell'energia, ma non mancheranno ripercussioni ed esempi concreti anche tra i cittadini, come Eleonora: "In realtà non sapevo dell'iniziativa, ma mi piace. Si può cogliere l'occasione per spostare i festeggiamenti di San Valentino per un aperitivo romantico a lume di candela!".

Per altri, invece, l'adesione all'iniziativa che prende il nome dai celebri versi di Ungaretti è ormai un appuntamento fisso, come per Marina: "L'anno scorso io e mio marito abbiamo colto l'occasione per giocare con i bambini a luci spente, solo con candele accese: è stato divertente per noi e per loro, e spero serva anche ad insegnare loro l'importanza di evitare sprechi, anche energetici". Se l'iniziativa in sé è in grado di raccogliere consensi, ad essa va anche il merito di destare le riflessioni: "Che i Comuni aderiscano è una bella cosa - afferma Sebastiano - ma non ha molto senso se tutto si limita a un'ora di luci spente. Sarebbe il caso di proseguire con politiche mirate in tal senso". Di simile avviso anche Riccardo: "Si, ok, per un'ora si risparmiano i soldi dell'illuminazione delle strade o dei monumenti. Ma poi? Non sono nemmeno iniziative che possono avere un seguito, nel senso che non si può mica spegnere il Duomo, che è una delle poche cose che ancora attirano i turisti. Si pensi a qualche forma di risparmio energetico che possa poi essere mantenuta nel tempo invece e che non comporti problemi di sicurezza". Secondo Francesca, al contrario, vedere spegnersi le luci sui principali monumenti italiani e nelle sedi degli uffici può comunque avere un impatto importante: "Credo che se le adesioni sono tante diventa impressionante vedere le città spegnersi: un'immagine che può far riflettere sulle conseguenze dei consumi esagerati". Anche Valeria approva l'iniziativa, pur ammettendo una certa pigrizia: "E' una bella iniziativa, anche se devo ammettere che spesso combatto tra la buona volontà e l'abitudine a non prestare molta attenzione a queste cose: sono il tipo che dimentica spesso le luci accese, con il mio compagno che mi segue per casa a spegnerle!". Un'attenzione che però, in generale, si rivela in crescita, non solo grazie ad iniziative di questo genere, come spiega Dario: "Bella iniziativa. Ma ultimamente ci sono dei metodi più efficaci per indurre al risparmio energetico. Per esempio, il caro bollette".

di Martina Pugno

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