Cremona - Un ballo contro la violenza

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Grande partecipazione per il flash mob organizzatogiovedì in Galleria XXV Aprile
Uomini che odiano le donne» è il titolo di un best seller dello scrittore svedese Stieg Larsson, ma potrebbe anche esserlo della terribile storia di violenze e soprusi subiti dalle donne di tutto il mondo. Lo dimostrano i dati: i casi di violenza nei confronti delle donne negli ultimi quattro anni sono aumentati del 10%. Ma sono aumentati anche i movimenti di protesta contro la violenza. Protesta che si è manifestata anche giovedì - 15° anniversario del V-day - quando un miliardo di uomini e donne di 189 paesi del mondo hanno ballato insieme nelle piazze, contro la violenza sulle donne. A Cremona la manifestazione si è svolta sotto la Galleria XXV Aprile. «L’obiettivo è quello di creare attraverso il ballo una forma di protesta celebrativa e non violenta» spiega Emanuela Ghinaglia, portavoce del movimento “Se non ora quando”. Si tratta di un messaggio di pace, di gioia, di forza, contro un problema «che oggi ha assunto toni drammatici, sotto diversi punti di vista» continua Ghinaglia. «Oggi c'è una forte presa di coscienza da parte delle donne, che sono favorite dai numerosi mezzi di comunicazione disponibili, dai blog ai social network.

Oggi si riconosce l'emergenza di contrastare questo fenomeno, che purtroppo è sempre più legato a stereotipi culturali sbagliati: l'immagine della donna che passa dalle pubblicità e dalla tv è quella della mercificazione del corpo, dell'utilizzo della donna come di un soggetto passivo. Questa è la mentalità che deve cambiare. Siamo uscite da un lungo periodo di silenzio su questi temi, e ora siamo tornate a lottare con degli strumenti nuovi, facendo della mobilitazione una vera e propria cultura». La volontà di contrastare il fenomeno della violenza, che vede sempre più adesioni anche da parte degli uomini, si unisce alla questione della sicurezza personale e della capacità di reagire in caso di potenziale pericolo. Anche in questo caso i numeri parlano chiaro: sono ben 110 le donne che stanno partecipando al corso di difesa personale promosso dal comando di Polizia municipale di Cremona, in collaborazione con l'assessorato alle Pari opportunità. «I fatti di cronaca nazionale che hanno occupato le pagine dei quotidiani da un anno a questa parte hanno senza dubbio contribuito al diffondersi di un'esigenza di sicurezza nella popolazione femminile» spiega il comandante Fabio Ballarino Germanà. «Negli anni scorsi, infatti, le partecipanti erano circa 40». Durante i corsi le donne non imparano solo le tecniche di autodifesa - anche se esse rappresentano circa il 70% delle lezioni - ma anche i comportamenti migliori da tenere in caso di situazioni problematiche. «L'atteggiamento deve essere sempre di grande attenzione rispetto alla situazione ambientale, come ad esempio se si parcheggia in una zona buia o deserta» spiega Ballarino Germanà. «In caso si notino nei paraggi individui con atteggiamento sospetto, è importante fare attenzione alla distanza fisica, evitando che la persona in questione si avvicini troppo.

Magari può essere consigliabile telefonare a qualcuno, tanto per mostrare che non si è del tutto soli. Se poi avviene il contatto fisico, allora entrano in gioco gli insegnamenti legati alla difesa personale». A questo proposito il corso comprende anche l'incontro con un avvocato, che spiega i limiti della legittima difesa.

di Laura Bosio

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