L’ultimo saluto al comandante Kiro Fogliazza

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Nell’intervista rilasciata al nostro giornale un anno fa, i timori del partigiano: «Spero di riuscire a spiegare cosa è stata la Resistenza»
Si è spento lunedì 18 febbraio, ad un mese dai 93 anni, il partigiano ed ex deputato Enrico “Kiro” Fogliazza. Con lui se ne va un capitolo di storia che per tutta la vita “Kiro” si è impegnato a tenere viva, nei racconti e nei libri ai quali ha affidato il ricordo degli anni della sua gioventù, che coincidono con quelli della Resistenza. «Queste storie bisogna leggerle per non ripeterle», ci diceva Kiro nel corso dell'intervista rilasciata al nostro giornale poco meno di un anno fa. Un lungo incontro avvenuto nella casa della figlia, quando già provato nel fisico Enrico Fogliazza ripercorreva date, nomi e luoghi senza il minimo cenno di esitazione, come se il tempo non fosse mai davvero passato da quei giorni di paura e di coraggio, di dubbio e di speranza. Nel suo più recente libro, “Maledetto Sanmartino” (2010), i ricordi affollano le pagine e riaffiorano attraverso lo sguardo del giovane Fogliazza, poco più che ventenne il giorno, o meglio, la sofferta notte, in cui decise di lasciare a casa la moglie e la figlia per combattere nelle fila della Resistenza, diventando Comandante della 17° Brigata Garibaldi («Ho paura di non riuscire davvero a trasmettere cosa è stata la Resistenza», confessava Kiro durante l'intervista). Una preziosa testimonianza che permette di ripercorrere i giorni trascorsi da Kiro e da tanti altri giovani cremonesi tra le montagne del Piemonte, fino all'eccidio del Col del Lys. «Ero in paese con altri a raccogliere del cibo, quando arrivò una staffetta ad avvisarci che bisognava scappare subito, perché i tedeschi stavano arrivando a rastrellare insieme ai soldati italiani.

Ci siamo divisi in due gruppi; uno senza saperlo è praticamente andato incontro ai fascisti, che hanno commesso quello è che passato alla storia come l'eccidio del Col del Lys, uno dei più violenti. Noi invece ci siamo salvati. Io, però, sono rimasto indietro e mi sono ritrovato solo a passare la notte in una buca, senza sapere cosa fare né dove andare. E' stata la notte più dolorosa della mia vita». Un dolore ancora vivo, che però non oscura l'urgente necessità di far conoscere e di preservare la memoria di eventi che rischiano di diventare solo freddi dati nei libri di storia. La Camera ardente resterò aperta fino a mercoledì 18 presso l'istituto Cremona Solidale. La mattina di giovedì 21 febbraio il feretro sarà esposto fino alle 11 nella sede dell'Anpi provinciale, mentre alle 11 presso l'adiacente Piazza Giovanni XXIII verrà dato a Kiro l'ultimo saluto. Il partigiano Kiro, intanto, il suo più importante messaggio ai giovani l'ha già lasciato, tra le nostre pagine, un anno fa: «Di quei giorni, però, bisogna recuperare i valori di fratellanza e solidarietà, l'impegno per migliorare le cose, perché, se migliorano per la società, migliorano per tutti, anche per noi stessi».


LA BIOGRAFIA
Nato a Castelleone il 22 marzo 1920, Militante comunista dal 1941, il giovane Fogliazza prese parte alla Guerra di liberazione nelle file della Resistenza. Subito dopo l'8 settembre salì in montagna e, con un centinaio di giovani cremonesi, combatté in Valle di Susa (Torino) come commissario politico della 17esima Brigata Garibaldi. Dopo la Liberazione fu, dal 1945 al 1947, segretario dell'Anpi di Cremona e poi, nella seconda e nella terza Legislatura (1953-1963), fu eletto deputato nella fila del Partito Comunista. ciale e politico nell’Anpi, poi come Segretario responsabile della Confederterra Cgil alla direzione delle dure lotte bracciantili che si sviluppano nella seconda metà degli anni ’40. Eletto Deputato per il Pci dal 1953 al 1963, nel 1964 fonda l’Alleanza Contadini di Cremona ed è assessore provinciale all’Agricoltura dal 1970 al 1975. Durante le due legislature, Kiro Fogliazza si è sempre battuto per i contadini e insieme al parlamentare Amos Zanibelli (democristiano) fu coautore della ‘legge per le case contadine’. “Maledetto Sanmartino“ (2010) è il libro più recente di Enrico Fogliazza, un rendiconto “a cuore aperto” sulla Liberazione, il dopoguerra, le lotte nelle campagne e per i diritti, a Cremona e nella pianura padana irrigua. Il volume, è arricchito di fotografie e documenti inediti relativi alla Resistenza, alla Liberazione e al Dopoguerra. Nel testo, Fogliazza ripercorre il travagliato periodo storico attraverso i ricordi e le memorie da protagonista, intrecciando fatti storici ed aspetti personali, dal dolore della scelta di lasciare a casa la moglie e la figlia di 20 mesi per andare a combattere nelle montagne del Piemonte. Il testo contiene una testimonianza storica dell'eccidio del Colle del Lys, tra gli episodi di maggiore violenza della lotta partigiana avvenuto nella notte tra l'1 e il 2 luglio 1944. In tale occasione persero la vita 26 giovani partigiani, molti dei quali cremonesi.

di Martina Pugno

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