Ingovernabilità, forte preoccupazione

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Com'è andata a Cremona? Il Pd è il partito che ha raccolto i maggiori consensi, al secondo posto il Movimento a 5 stelle. La rappresentanza dei parlamentari cremonesi è così composta: due del Pd (Cinzia Fontana alla Camera e Luciano Pizzetti al Senato), due della Lega (Silvana Comaroli al Senato, oltre al viadanese Giovanni Fava), uno del Movimento 5 Stelle (Danilo Toninelli alla Camera). Si parla di ingovernabilità, le Borse europee hanno subito un terremoto, lo spread è salito di botto. Tutti ci chiediamo: e adesso cosa succederà?

Le dichiarazioni degli eletti.

Luciano Pizzetti (pd)
La soddisfazione per la propria nomina, per il senatore Luciano Pizzetti, è offuscata dalla preoccupazione e dall'insoddisfazione per il risultato politico globale. «Ci troviamo in una situazione che presenta davvero molti punti critici» sottolinea. «C'è un Paese con un forte bisogno di stabilità, credibilità e autorevolezza, e invece da queste elezioni è uscito l'esatto opposto. Chiaramente il risultato del voto mette in risalto una forte domanda di rinnovamento da parte degli elettori, che sia non tanto sulle facce, quanto sui contenuti, che finora evidentemente è mancato. Dovevamo essere più radicali sui temi forti. E' inutile nascondercelo: il centrosinistra da sempre rappresenta circa un terzo degli italiani, e vince solo quando interpreta con forza dei passaggi di cambiamento. In secondo luogo credo si sia sottovalutato un forte sommovimento presente nel Paese, che non era assolutamente prevedibile a questi livelli. Nessuno è stato in grado di leggere quanto stava accadendo e quanto il Movimento 5 Stelle stesse raccogliendo consensi. Così il Pd si è concentrato nel mantenere un vantaggio presunto - come emergeva dalle proiezioni - ma non reale, anziché concentrarsi sull'approfondimento di determinati temi sostanziali. Qualcuno dice che se ci fosse stato Renzi le cose sarebbero andate diversamente, ma io non lo credo: come ho detto non sono le facce a dover cambiare, ma i contenuti. Purtroppo, poi, in questo Paese ti portano in trionfo se racconti bugie e ti mettono in croce quando dici la verità. D'altro canto, chi si assume la responsabilità di accompagnare il Paese fuori dalla crisi non viene visto di buon occhio: così è accaduto in Grecia e anche in Spagna. Intanto l'Italia rischia l'ingovernabilità e vive un'instabilità politica che ci mette in seria difficoltà rispetto ai competitor europei. A breve termine vi saranno degli appuntamenti di grande rilievo, in primis la nomina del presidente della Repubblica, in secondo luogo il rinnovo dei Patti finanziari con l'Europa. Eppure non c'è da parte di nessuno un sussulto di responsabilità. Un governo di larghe intese, in una situazione simile, sarebbe inevitabile in un Paese normale, ma in Italia è molto difficile, se non impossibile. Se anche Monti, che veniva appoggiato dalle categorie economiche, dall'industria e dalla stampa, ha preso solo il 9%, questo significa che non è solo la politica ad avere perso, ma un'intera classe dirigente».

Cinzia Fontana (pd)
Anche l'onorevole Cinzia Fontana, eletta deputata alla Camera, esprime una forte preoccupazione rispetto al futuro. «Questo risultato mi preoccupa notevolmente: la necessità più grande per l'Italia è quella di avere un governo stabile, non tanto per come ci vedono dall'estero, ma per riuscire a portare avanti i temi urgenti, come l'occupazione e il rilancio dell'economia. Da queste elezioni è invece uscita una forte instabilità, e questo ci pone in una situazione difficile. Il prossimo passo sarà di capire quale sarò l'atteggiamento del Movimento 5 Stelle: con i consensi che hanno ottenuto non potranno limitarsi a fare il partito di protesta, ma saranno chiamati a ragionare sulle proposte di riforma. E' importante definire quali sono le questioni da affrontare subito, e cercare di trovare un'intesa su queste questioni, e tutti siamo chiamati ad assumerci le nostre responsabilità. Anche i parlamentari "grillini" dovranno mettere in tavola proposte serie: hanno detto che si siederanno dietro ogni singolo parlamentare per controllare quello che fa, ma chi ha ricevuto molti voti deve essere lì per fare delle scelte, al di là delle boutade. Se non si riesce a governare, le conseguenze rischiano di essere decisamente spiacevoli, in una situazione di partenza che è già gravissima. I segnali che abbiamo avuto dai mercati, del resto, sono stati ben poco confortanti, rispetto a un'ipotesi di non governabilità, in quanto la stabilità di governo è elemento fondamentale per garantire una stabilità. L'assenza di tale stabilità ci porta al rischio di trovarci in una situazione simile a quella greca, eventualità che si deve in tutti i modi scongiurare. Allora è fondamentale che si trovi un'intesa su certi temi fondamentali, indipendentemente dal colore politico, e che si crei un percorso comune».

Silvana Comaroli (lega)
Anche Silvana Comaroli, deputata leghista riconfermata al Senato, pur apprezzando il risultato conseguito dalla Lega sul territorio, manifesta una forte preoccupazione per il futuro della nazione. «Sono contenta di come è andata la Lega a Cremona, dove ha tenuto bene nonostante tutte le vicissitudini. Sono preoccupata invece per la situazione politica nazionale, che si profila difficile e con la prospettiva di una notevole difficoltà a governare, specialmente al Senato. Il dado lo ha in mano il Pd che, essendo il partito al governo, dovrà trovare un accordo o con il Movimento 5 Stelle o con la coalizione di centrodestra. L'ipotesi che ritengo più attuabile è quella di un "governissimo" tra Pd e Pdl, tanto più che Berlusconi ha già dichiarato la sua disponibilità in merito. Servono azioni concrete per uscire da questa situazione, o rischiamo di soccombere. L'alternativa è consentire a realizzare una macro-regione del Nord Italia, che faccia da motore trainante per tutto il Paese, trascinandolo fuori dalla palude».

Giovanni Fava (lega)
Per Giovanni Fava, capolista per la Lega Nord nella circoscrizione Lombardia 3, la riconferma alla Camera dei Deputati non è una sorpresa: «La mia elezione era abbastanza probabile. Tanto di cappello comunque ai giovani come l’assessore provinciale Filippo Bongiovanni che si sono messi in gioco ed hanno partecipato alla campagna elettorale pur avendo poche probabilità di elezione». Unico esponente viadanese in Parlamento, l'onorevole Fava potrebbe portare a Roma le istanze del comprensorio Oglio-Po, eppure: «Non ho ambizioni di rappresentare il territorio casalascoviadanese a Roma. Ho sempre cercato di fare politica a livello territoriale senza però ottenere grosse soddisfazioni. Il mio ruolo sarà più orientato verso temi nazionali, piuttosto che locali». Anche perché è proprio a livello nazionale che la Lega ha perso consensi: «Abbiamo pagato lo scotto di un’alleanza col Pdl che non tutti i nostri elettori hanno appoggiato. Buona parte dei voti dei leghisti che non hanno gradito la scelta di correre con Berlusconi sono finiti a Grillo. Se il candidato da votare è del Carroccio, i leghisti lo votano. Altrimenti fanno fatica, il dato nazionale lo testimonia». La Lega ha firmato un programma col Pdl, ma l’alleanza scricchiola: «Era un accordo vincolante in caso di successo. Avendo perso, seppur per uno 0,4%, siamo liberi di andare per la nostra strada». Che porta all’opposizione: «Non siamo disposti ad accettare di far parte di un governo di larghe intese, a meno che il programma di Bersani o del prossimo Presidente del Consiglio non preveda tra i primi punti la macro-regione e il 75% delle tasse alle regioni».

Danilo Toninelli (m5S)
È grande la soddisfazione da parte del Movimento 5 Stelle per un risultato che va decisamente oltre ogni previsione. «I numeri sono straordinari» dichiara Danilo Toninelli, eletto deputato alla Camera. «Questo risultato cambia tutto. All'inizio l'approccio era quello di essere una voce critica nel Parlamento, oggi invece ci troviamo con una responsabilità più grande, che ci impone di partecipare attivamente alle riforme importanti. Chi governa non potrà non tenere conto del nostro programma sull'abbattimento dei costi della politica e sulla trasparenza, che faranno da corollario a tutte le altre riforme. Ora è prematuro parlare di governabilità o meno del Paese, anche se sicuramente il Movimento 5 Stelle sarà l'ago della bilancia, senza fare apparentamenti a priori, ma discutendo sui contenuti. Credo che adesso si debba lavorare per presentare un'agenda di lavoro con dieci punti chiari, sviluppando contenuti che siano condivisi da tutti. Nel frattempo, auspichiamo che i parlamentari seguano il nostro esempio, rinunciando a indennità, liquidazione e maxi stipendi: i nostri terranno solo 5.000 euro lordi al mese».

di Laura Bosio

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